Ha suscitato un certo clamore la notizia della denuncia di una ragazza 19enne marchigiana che gestiva un blog che promuove l'#anoressia, ma come abbiamo evidenziato con il precedente articolo sulla trappola dei blog "#pro ana" (La galassia dei blog che promuovono l'anoressia, ecco come funzionano [VIDEO]) quello dei siti che promuovono l'anoressia in rete è un fenomeno esteso, seppure invisibile a quanti non vanno alla ricerca di determinate parole chiave. Molti di questi blog non sono gestiti con "improvvisazione" da dilettanti allo sbaraglio, bensì propongono testi scritti con grande abilità per fare leva sui complessi e sulle insicurezze tipiche del mondo giovanile, come la paura di essere grassi, ma anche il sentirsi non ascoltati e non compresi, il malumore ed il malessere tipico degli adolescenti e la voglia di riscatto, di conseguire un "grande traguardo".

Il tutto condito da parole motivanti.

Tecniche psicologiche

L'anoressia viene umanizzata, viene proposta come se fosse "una amica" da seguire e non una terribile malattia. Le ragazzine che finiscono nella trappola di questi blog vengono spinte ad allontanarsi e a non dare ascolto ad amici e parenti, spingendole a seguire invece con grande motivazione i "consigli" di Ana e dei blog che sostengono l'anoressia. Inoltre, mediante chat e gruppi in cui le aspiranti anoressiche entrano a contatto, queste vengono invitate a farsi forza tra di loro. Dinamiche non molto diverse da quelle che abbiamo analizzato alcuni mesi fa per il gioco della morte "blue whale", che come i blog "pro ana" utilizza tecniche psicologiche e fa leva sulle frustrazioni e sulle insicurezze del soggetto per spingerlo verso una spirale di morte e autodistruzione.

I "20 motivi per smettere di mangiare"

Numerosi siti "pro ana" propongono una sorta di decalogo di presunti "buoni motivi per smettere di mangiare". Si tratta ovviamente di consigli autodistruttivi, ma sono proposti in un modo che può sicuramente fare breccia su adolescenti alle prese con malesseri psicologici. Regole assurde e infondate che vengono proposte come viatico per dimagrire e sopratutto, raggiungere la felicità e la soddisfazione personale. Ve le proponiamo di seguito:

1) Se oggi mangi, domani sarai più grassa, resisti un giorno in più; 2) Non hai bisogno del cibo; 3) Le persone si ricorderanno di te come quella magra e bella; 4) Potrai finalmente vedere le tue splendide ossa; 5) Sarai uguale alle ragazze nelle tue foto thinspiration; 6) Nella vita chi è magro è bello e felice, quindi il cibo ti porta all'infelicità; 7) Potrai vestirti come vuoi, le persone magre stanno bene con ogni genere di vestiti; 8) Quando ti siedi non dovrai preoccuparti perché si vede la pancia, le cosce e ti si scopre il sedere; 9) In ogni situazione non ti sentirai più goffa e inadeguata; 10) Non ti alzerai più la mattina sentendoti un cesso davanti allo specchio; 11) Quando ti guarderanno non sarà più perché sei grassa ma perché sei bella e magra; 12) Potrai andare al mare e in piscina senza vergognarti; 13) Non patirai più il caldo perché potrai indossare i pantaloni corti e le gonne senza vergognarti della ciccia nelle cosce; 14) Non dovrai sforzarti di tenere sempre la pancia dentro; 15) Potrai mangiare davanti agli altri senza vergognarti, perché nessuno penserà più che sei una balena che si sta abbuffando; 16) Potrai ballare senza sembrare una cretina cicciona; 17) Potrai portare i capelli come vuoi perché tanto il tuo viso sarà magro come tutto il resto del corpo; 18) Non proverai più invidia perle persone più magre di te; 19) Non sarai inferiore a nessuno; 20) Sarai finalmente felice.

Non è necessario essere psicologi per capire che l'assurdo decalogo è scritto, con una certa accuratezza, con lo scopo di fare breccia su menti deboli e manipolabili come quella di un adolescente alle prese con una crisi esistenziale tipica di quell'età, un po' come la "lettera di Ana" descritta nel precedente articolo sulla galassia dei blog "pro ana". Blog che esistono in rete da anni, e che nell'indifferenza hanno certamente condotto numerose ragazzine nella spirale della malattia e della depressione che ne consegue. Blog che pur non invitando alla morte in modo esplicito istigano ad uno stile di vita che porta ad ammalarsi, e che da questo punto di vista non sono meno letali del famoso "#Blue Whale", con la differenza che, mentre quest'ultimo è esplicitamente "mortale", i blog "pro ana" sono più subdoli, promettendo soddisfazione e felicità e accompagnando chi cade nella trappola verso una grave malattia da cui uscire è molto difficile.