All'Ilva di Taranto un incidente durante delle operazioni di scarico mattutine ha causato uno sversamento di carbone. L'incidente, verificatosi da pochissimo, interessa una motonave maltese che trasportava 81 mila tonnellate di carbone presso l'impianto siderurgico di Taranto. La Capitaneria di Porto ha avviato immediatamente le indagini per comprendere i motivi dello sversamento.
L'Ilva di Taranto ancora al centro dei riflettori e questa volta non per lo scontro con la magistratura in merito al dissequestro dei beni e nemmeno per via degli operai a rischio cassa integrazione.
Si parla di inquinamento: non il solito prodotto in enormi quantità dallo stabilimento, ma quello generato dallo sversamento in mare di parte del carico di carbone di una motonave maltese durante le operazioni di scarico del materiale presso lo stabilimento. In mare, in seguito allo sversamento, si è generata una notevole macchia nera. Pronto l'intervento dei mezzi dell'Ecotaras (società dedita alla soluzione di simili casi di inquinamento) che ora sono impegnati a circoscrivere la zona dello sversamento e a pianificare le operazioni da compiere a brevissimo termine.
L'incidente avvenuto all'Ilva durante il rifornimento tramite la motonave carica di carbone non ha ancora trovato spiegazioni ufficiali, né se conosce a grandi linee la dinamica.
Certo è che ancora una volta il grande impianto siderurgico di Taranto torna agli onori della cronaca e non certo per la sua efficienza. Ancora una volta si parla dello stabilimento sotto una luce del tutto negativa.