Il maltempo che non vuole dare una tregua alla nostra penisola si sta abbattendo con forza sul Sud-est del paese. In questi momenti sono dovuti intervenire perfino l'esercito italiano con uomini e mezzi speciali in grado di ripristinare la circolazione nel Cadore interessato da eccezionali precipitazioni nevose e per ridare finalmente la corrente elettrica alle 6.000 persone del Bellunese.

Il Veneto a quest'oggi risulta essere la zona più colpita anche se i fiumi Tevere ed Arno, rispettivamente nel Lazio e Toscana sono monitorati a vista. Per queste due regioni venerdì è stata una giornata da dimenticare essendo andate sott'acqua la Capitale romana, Ponsacco, Pontedera, Scarlino tanto per fare un esempio.

La circolazione depressionaria insisterà ancora per quasi una settimana portando schiarite, alternate a tante piogge. Il traffico su rotaia ha subito pesantissimi rallentamenti. Le zone maggiormente interessate dalle interruzioni ed addirittura sospensioni del servizio sono quelle del Triveneto. Infatti la linea Trieste-Venezia è stata chiusa per esondazioni del fiume Reghena che ha rotto gli argini tra San Stino di Livenza, San Donà di Piave e Portogruaro in provincia di Venezia. Qui, per garantire la mobilità dei poveri passeggeri infreddoliti ed affamati sono stati attivati servizi autobus.

Mentre, è la neve scesa copiosissima in questi ultimi giorni a creare i problemi alla circolazione dei convogli diretti in Austria e Slovenia.

Le precipitazioni nevose hanno raggiunto i due metri e mezzo di altezza tanto da richiedere l'intervento dei nostri militari che stanno lavorando duramente a Venas di Cadore, Vado di Cadore, San Vito di Cadore, Santo Stefano di Cadore e Cencenighe di Cadore. Attualmente i treni internazionali non possono attraversare i valichi transfrontalieri con pesanti ripercussioni sulla tabella di marcia. Anche il Papa Bergoglio ha espresso le sue preoccupazioni per l'eccezionale ondata di maltempo sentendosi vicino agli alluvionati.