Si chiama Car sharing,o auto in condivisione, quella pratica che di fatto rendel'automobile non più un "bene di possesso" passandolo nellacategoria di "bene di consumo". In pratica è possibile svolgerele attività che necessitano di un mezzo di trasporto senza esserne iproprietari, ma semplicemente recarsi nei vari parcheggi deglioperatori, prendere l'auto per il tempo che occorre e riconsegnarlapagando solo per il servizio di cui si è beneficiato.
Attualmentenel comune di Milano gli operatori nel campo del Car sharing sono quattro "GuidaMi", "eVai","Enjoy" e "Car2Go" ai quali si aggiungerà"Twist", aggiudicatario del bando pubblico propostodall'Assessorato Comunale alla Mobilità.
La sua entrata sul mercatodel Car sharingavverrà nelle prossime settimane. Altri vantaggi per l'utente diquesto servizio sono la possibilità di sostare anche sulle striscegialle, risolvendo in parte il problema della sosta e di potercircolare nelle zone di Area C senza dover pagare il ticket.
L'assessore alla Mobilità del capoluogo lombardo Pierfrancesco Maran ha espresso grande soddisfazione per il raggiungimentodei 90mila iscritti, questo traguardo, sostiene, oltre aridurre la congestione del traffico cittadino, permette di teneremeglio sotto controllo gli effetti dello smog. Non tutti sonod'accordo però: i Genitori Antismog hanno scritto inquesti giorni al sindaco di Milano per chiedere che i mezzi dieselvengano rimossi dal servizio di Car sharingsostituendoli con veicoli a basse emissioni.
Inoltre, secondo iGenitori Antismog, esonerare dal pagamento per l'accesso all'AreaC invoglierebbe anche inormali possessori di auto private a ricorre al Car sharing, perpoter avere facile accesso alle aree ztl con conseguente aumento deltraffico in quelle zone che penalizzerebbe il trasporto pubblico.Comunque per le prossime settimane è previsto un incontro tra Comunee operatori per pianificare possibili miglioramenti del sistema.