E’ stato scioccante, per i Ranger del Hwange National Park nello Zimbabwe, il ritrovamento di decine di corpi esanimi di elefanti avvelenati con cianuro, di cui moltigià mutilati delle zanne, alcune delle quali ritrovate già accumulatenelle vicinanze.Probabilmente l’intervento dei Guardiacaccia ha interrotto la mattanza che ormai è divenuta metodo diffuso in quel paese: la polizia ritiene che il cianuro utilizzato per avvelenare gli elefanti provenga da cercatori d'oro illegali che operano nella zona.

Il metodo di uccisione è particolarmente devastante, in quanto ha un effetto a catena su altri animali che utilizzano le stesse pozze d'acqua e su quelli che si nutrono delle carcasse degli elefanti.

Dell'ondata di avvelenamenti nello Zimbabwe occidentale sono stati accusati in gran parte i bracconieri, che hanno cominciato ad utilizzare il cianuro nel 2013, quando ben 300 elefanti sono morti in Hwange Park attraverso saline piene di veleno. Il cianuro è comunemente usato nell'industria mineraria dello Zimbabwe, cosa che lo rende relativamente facile da ottenere.

Una sofferenza orribile

"La sofferenza per gli elefanti è orribile. Diventano prima molto deboli e poi giunge velocemente il collasso. Non muoiono in fretta, ma non possono nemmeno camminare a lungo per allontanarsi. E’ facile ritrovarli per i bracconieri” ha dichiarato al Los Angeles Time Dave Dell, che fa parte del gruppo Amici di Hwange, una organizzazione che raccoglie fondi per la creazione di 80 pozzi a Hwange

Headman Sibanda, il proprietario di Nyala Safari che fu accusato di aver permessoillegalmente ad un ginecologo americano di uccidere la leonessa Cecil proprio nei pressi di Hwange Park, ha insinuato che alcuni ranger sono coinvolti negli avvelenamenti.

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Una delle due guardie recentemente arrestate con l'accusa di avvelenamento degli elefanti guadagnava solo trecento euro al mese, comprese le indennità, secondo il Telegraph. D’altro canto, un elefante medio può produrre 10 chilogrammi di avorio, e con ogni chilogrammo si possono guadagnare anche 3.000 euro, come si legge sul Conservation Magazine.

Da più parti per questo si richiede di vietare la compravendita di avorio a livello mondiale.

Uccisi per divertimento

L'aspetto più drammatico rimane quelloche insieme alle carneficine provocate per denaro dai bracconieri, ormai è diffusa l'abitudine di alcuni criminali di uccidere per puro divertimento o per qualche ignobile record, come il cacciatore tedesco che ha pagato per poter uccidere l'elefante più grande al mondo.

Tolleranza zero

Caroline Washaya-Moyo, il portavoce dello Hwange Park, ha detto che l'ondata di avvelenamenti è "allarmante". Ma alla domanda se fosse possibile che effettivamente i ranger siano coinvolti a causa delle recenti proteste sul loro basso reddito, ha risposto: “Questo è un momento tragico per tutti noi nei parchi.

C’è tolleranza zero per questo crimine e sono tutti impegnati a preservare la nostra fauna selvatica."

Lo Zimbabwe ha una grande popolazione di elefanti, circa 100.000, ma il numero è drasticamente diminuito negli ultimi anni. La popolazione nell'areasettentrionale di Sebungwe è scesa del 75 per cento a partire dal 2001 - da 14.000 a 3.500 - mentre il numero di elefanti al centro del complesso Zambesi Valley è sceso del 40 per cento a 18.000 da 11.500, secondo la Zambezi Society, un gruppo locale di tutela.

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