Si tiene dal 23 al 37 Maggio 2016 a Nairobi lo UN Environment Assembly in cui sarà presentato  il United Nations Environment Project Report. Nel documento è riportato il dato sconvolgente che più di un quarto di tutti i pesci contiene plastica, secondo un recente studio che ha esaminato l'intestino dei pesci venduti nei mercati di California ed Indonesia.

Cosa sta avvenendo

Milioni di tonnellate di piccoli detriti provenienti da buste di plastica, bottiglie e vestiti presenta una minaccia all'ecosistema marino ed alla salute di tutti noi uomini. Si tratta di uno dei più pericolosi problemi ambientali che dobbiamo affrontare oggi.

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La produzione è aumentata dal 38% negli anni fra il 2004 ed il 2014, la scarsa percentuale di  raccolta e smaltimento rifiuti porta al fatto che i nostri contenitori di cibo take away, i nostri mozziconi di sigaretta o i palloncini delle feste diventano miliardi di piccolissime particelle, così si verifica la presenza di particelle di microplastica con dimensione inferiore a 5 mm negli oceani. Nel 2010 dalle 4.8 alle 12.7 milioni di tonnellate è stato ingerito da balene, plancton ed altre creature.

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I pericoli per l'uomo

Gli scienziati temono che le componenti chimiche della plastica e i componenti chimici che reagiscono con la plastica dispersi nell'Ambiente possano comportare l'avvelenamento, l'infertilità e pericolose mutazioni genetiche nella vita marina. Questo può trasferirsi in noi esseri umani se dovessimo ingerire grandi quantità di quel pesce.

L'esposizione diretta alla chimica della plastica è un rischio notevole per gli uomini, potrebbe bastare una quantità dell'1% di assorbimento della plastica per inibire la nostra capacità di immagazzinare energia a parte la tossicità propria della chimica della plastica. L'inquinamento da plastica è ad un tale livello che gli uomini possono anche inalare le microparticelle sospese nell'aria, con danni simili a quelli prodotti dai gas di scarico delle auto.

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Alcune aree presentano più alte concentrazioni di microplastica, come la parte più orientale dell'Asia, con il Giappone che registra una concentrazione 27 volte più elevata di ogni altro posto al mondo. Una vasta "zuppa di plastica da rifiuti" galleggiante nell'Oceano Pacifico, nota come il Great Pacific Garbage Patch, potrebbe delimitare uno spazio doppio rispetto al Texas, formazioni simili si trovano in altri oceani.

Ma l'impatto è globale con la microplastica trovati in laghi di montagna in Mongolia e nei sedimenti dei fondali marini più profondi, come comunicato dallo scienziato Jaquie Mcglade ad una confenza dell'ONU. lo scorso anno volontari su 30 barche hanno indicato che la maggior parte dei rifiuti è più grande delle microparticelle.

Perciò Boyan Slat ha dichiarato alla Associated Press "è una corretta dimostrazione del perché è così urgente procedere alla pulizia, perché se non operiamo subito una bonifica allora concediamo ai grossi rifiuti di plastica il tempo di rompersi in pezzi sempre più piccoli".

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Il signor Slat è uno studente danese di 21 anni ha sviluppato una tecnologia che, lui afferma, potrebbe prelevare la plastica pericolosa dall'oceano e rivenderla ricavando profitti.

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