Se recentemente stai ho sei stato/a in Cina, hai già visto assolutamente numerose bici per strada, hanno il colore brillante e non incontrano ostacoli. Sono le Bike Sharing, ma non come le Bike Sharing tradizionale, non serve una stazione o un posto specifico per depositarla, si può prenderla e lasciarla quando e dove vuoi.

Come funzionano?

Il motivo per cui potrebbe diventare un fenomeno è perché è molto semplice da usare ed è molto economica.

Per usarla si deve scaricare l’app della bici, dare un deposito di circa 39 euro (299 RMB, ma con la partecipazione del capitale, essistono già delle bici che si possono prendere senza il deposito, e invece una bici del genere con GPS costa al meno 4000RMB, circa 580 euro), ma ATTENZIONE, questo è il deposito del tuo account, quindi non serve dare i nuovi depositi nel futuro quando prendi un’altra bici della stessa azienda.

Sulla bici c’è il blocco, basta eseguire la scansione del codice QR sopra il blocco della bici, si può sbloccarla, e poi prenderne il possesso. E il prezzo per usarla è anche molto basso, il costo è solamente di circa 0,07 euro (0,5RMB) per mezz’ora.

Recentemente hanno iniziato ad entrare in questo businee anche i mercati esteri. Singapore è uno del primo Paesi, qui la Bike Sharing ha già cambiatato totalmente la vita quotidiana della popolazione.

In questo mese, Mobike e Ofo (due aziende principali nel mercato Cinese) sono entrati in Inghilterra e Stati Uniti. E dove sono le Bike Sharing “tradizionali”? In realtà l’autorità di Pechino ha costruito una sistema della Bike Sharing qualche anno fa, sistemando vicino all’uscita della metro, le stazioni delle biciclette.

Servizio economico: come fanno i soldi?

In realtà il loro modo per fare i soldi non è mai molto chiaro (almeno fino adesso), ma il bacino di riferimento è davvero enorme.

Ad esempio, a Pechino ci sono già più di 1 milione di persone che usano Bike Sharing, con 13 milioni di utenti registrati, mentre la popolazione totale di Pechino è intorno a 25 milioni. Sono sempre di più i capitali che entrano nel mercato di Bike Sharing, tra qui ci sono i colossi tecnici cinesi come Tecent e Xiaomi, e anche gli investitori più prestigiosi nel mondo, come Sequoia Capital China e Matrix Partners China.

La Bike Sharing ha creato un Cash pool quando i clienti danno i depositi e usano la bici, e quindi con questo flusso di cassa possono finanziare il loro business, da cui scaturiscono prodotti finanziari derivati.

Un altro modo per guadagnare i soldi è di sfruttare la mole di dati creati da milioni di persone quando usano la bici, sono tutte le Big Data e sono cruciali per quasi tutti campi dall’economia all’informazione, quindi sono tutte informazioni che possono essere rivendute.

Ma è una cosa buona o cattiva per la vita quotidiana e per il nostro ambiente?

La convenienza è evidente, con la Bike Sharing si possono fare fare quasi i tutti tipi di trasporto interno alla città. Pechino è una città piena di persone e di macchine, quindi la bici è un mezzo di trasporto a tutti gli effetti, le strade e il centro delle città in Europa sono relativamente più strette e piccole rispetto a quelle di Pechino, ma il problema del traffico in centro è invece meno grave (a Pechino ci sono 5.44 milioni di proprietari di una macchina privata, e quindi l’ingorgo stradale è orribile). Eppure con la Bike Sharing si abbattono gli usi, i consumi e l'inquinamento derivanti dalla macchina, quindi si migliora anche la qualità dell’aria. Pechino è famosa per il suo smog ma la situazione è in via di miglioramento, si puo' vedere il cielo più blu, mentre invece qualche anno fa lo smog era ancora un problema che sembrava irrisolvibile.

Ma il problema è anche la bici: ce ne sono sempre di più per strada, e in particolare nel centro delle città, e la gente ferma la propria bici ovunque, quindi si amplifica il problema del traffico. Adesso le autorità preposte hanno già emesso le regole per ordinare la Bike Sharing, al fine di una doverosa regolamentazione che renda il fenomeno meno selvaggio.

Come ne pensi su questa tendenza della “shareconomy” proveniente dalla Cina? Secondo te è una buon soluzione anche per l'Europa? Scrivi la tua opinione nel commento, e se ti piace questo articolo, spero anche che possa condividerlo ai altri via social, Grazie!

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