Lascia molti punti interrogativi la recente decisione degli Stati Uniti di non ratificare l'Accordo di Parigi, una delle più importanti riunioni mondiali sul Clima, stilato nel 2015 da 195 Paesi, che impegna gli stati aderenti a mantenere l'aumento di temperatura inferiore a 2 gradi, possibilmente meno di 1,5, a ridurre le emissioni di gas serra, a compiere dei controlli ogni 5 anni e ad aiutare con dei finanziamenti economici i paesi più poveri, per produrre fonti di energia rinnovabili.

Non si sa di preciso quali effetti potrà avere la governance di Donald Trump, ma certamente, essendo tra i primi produttori mondiali di emissioni, le tempistiche per raggiungere gli obiettivi dell'accordo si dilateranno.

USA a parte, quanto è attuale questo accordo?

Secondo un professore di sociologia e statistica alla University of Washington, per mantenere l'aumento della temperatura al di sotto dei 2 gradi, l'intera collettività non dovrebbe più produrre emissioni di gas serra nei prossimi 80 anni, previsione alquanto irrealistica.

In termini più pratici, l'incremento di temperatura si aggirerà più probabilmente tra i 3,2 e i 4,9 gradi: l'obiettivo dei 2 gradi entro il secolo sembra quindi raggiungibile con una percentuale molto bassa, tanto da chiedersi perché non vengano revisionati i punti dell'accordo.

La crescita del PIL e della demografia delle principali nazioni del mondo sono senz'altro nemici della ricerca di estinguere le emissioni e l'Inquinamento globali: per quanto diverse potenze mondiali abbiano inaugurato negli ultimi anni politiche ambientali volte a una forte ricerca di utilizzo di energie rinnovabili, non è una novità il persistente smog che sovrasta le città di Pechino o Shanghai.

Forse anche in considerazione di queste realtà, secondo molti studiosi, anche se ora bloccassimo le emissioni di anidride carbonica e di combustibili fossili, il riscaldamento globale crescerebbe ugualmente, all'incirca di 1,3-1,5 gradi.

Le decisioni del Presidente degli Stati Uniti a proposito delle misure di prevenzione dei cambiamenti climatici, sull'accordo citato, sul Clean Air Act e sulla riapertura delle miniere di carbone, per rilanciare nuovi posti di lavoro, si presentano in favore della sua linea di politica economica piuttosto che della presa di responsabilità del futuro del Pianeta.

Non sono mancati e non mancano tuttora le proteste e i malcontenti all'interno dello stesso Paese, in migliaia hanno protestato contro le ultime decisioni di Trump e lo stesso sindaco di New York De Blasio preme per continuare l'Accordo di Parigi. Di recente è stato, per altro, approvato dalla Casa Bianca un rapporto di 13 agenzie federali USA che attribuisce all'uomo la causa principale dell'innalzamento della temperatura, andando contro il pensiero di diversi scienziati americani che ritengono che siano altre le cause del problema climatico.

Trump come soggetto politico fautore dei suoi interessi e del paese o 'negazionista'?

Secondo il parere di alcuni scienziati, il Globo sta attraversando dei cambiamenti climatici per sua stessa causa, per i naturali effetti caldo/freddo dei cicli vitali della Terra e non per cause antropiche, come la maggioranza sostiene.

L'anidride carbonica ha raggiunto un picco massimo nel 2016, secondo un recente rapporto della BBC, che invita gli stessi giornalisti a non parlare dei negazionisti, e potrebbe aumentare nel corso dei prossimi anni.

La tesi che considera la Co2 la causa principale delle anomalie del clima è frutto del fatto, secondo alcuni, che è stata portata avanti più come ideologia che come base scientificamente condivisa: il Nongovernmental International Panel of Climate Change dichiara che "a governare il clima è la natura, non l'uomo", come un'anacronistico manifesto illuminista che tenta di svegliare la mente degli umani dal torpore di false credenze.

Ciò che, per la fetta di scienziati di pensiero diverso, è maggiormente rilevante è il cambiamento dell'attività solare, che porterebbe ad un abbassamento di mezzo grado quando raggiungerà il prossimo minimo. Questo spiegherebbe i cambiamenti climatici nel passato a cui l'uomo ha potuto solo assistere, come le glaciazioni: secondo alcuni la Groenlandia era originariamente 'terra verde'.

A rescindere dalle decisioni dei capi delle grandi potenze economiche, l'Accordo sembra voler fissare degli obiettivi ideologici più che realmente applicabili, senza volerli piuttosto aggiornare, preferendo dei limiti chimerici che anelano nient'altro che al supereroismo.

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