Il sole sembra avviarsi, precocemente, verso una fase che è detta “minimo solare”, un fenomeno ciclico che era, però, previsto per il 2021. La preoccupazione è dettata sia da precedenti storici di notevole portata, sotto il profilo climatico, sia dalla considerazione che un’attività minima, per il Sole, non corrisponde ad un periodo di tranquillità sotto il profilo meteo-spaziale. Su questo non ha dubbi Mauro Messerotti, dell'Osservatorio di Trieste dell'Istituto Nazionale di astrofisica (Inaf) e dell'università di Trieste, che nelle dichiarazioni rilasciate all’Ansa, spiega che un numero inferiore di macchie non causa assenza di fenomeni magnetici ma semplicemente di natura diversa.

Come, per esempio, i “buchi coronali” che, semplificando al massimo, sono la causa del cosiddetto vento solare che colpisce la Terra e genera tempeste magnetiche capaci di interferire con l’attività dei satelliti e dei sistemi di comunicazione.

La Nasa registra situazioni anomale

Indicazioni relative al minimo solare arrivano anche dalla NASA che, in base alle rilevazioni fotografiche effettuate dal telescopio Solar Dynamics Observatory, tra il 14 e il 18 novembre, afferma che mai, dal 2011, il Sole era apparso così privo di macchie per durata e continuità. Una situazione che lascerebbe ipotizzare un avvicinamento troppo rapido al minimo solare, con una diminuzione, sempre secondo la Nasa, del numero medio di macchie solari e una fase di tranquillità che, iniziata da giugno, non si verificava da oltre secolo.

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Nella fase opposta, vale a dire durante la massima attività solare, sulla superfice del Sole si verificano fortissime esplosioni che si ripercuotono sulla Terra, oltre che per i soliti problemi sui sistemi di comunicazione anche provocando intense aurore polari. In questi giorni, invece, la superfice solare appare uniforme e senza alcuna macchia. La più lunga situazione di questo tipo si verificò tra il 1645 e il 1715. È conosciuta come minimo di Maunder. Durò 70 anni durante i quali la temperatura terrestre si abbassò in maniera sensibile, con inverni lunghi e freddi nell’emisfero nord della Terra. Potrebbe aver interessato anche altre aree del pianeta ma non esistono prove sufficienti a confortare tale ipotesi.

L'ipotesi della mini glaciazione

Questo particolare “minimo” che diede vita, in pratica ad una miniglaciazione, ha preso nome dagli astronomi solari Edward Walter Maunder e Annie Russell Maunder, che scoprirono la mancanza di macchie solari in quel periodo studiando le cronache dell'epoca.

Infatti, nelle loro ricerche, effettuate a cavallo tra l’Ottocento e il Novecento, non potendo contare su dati astronomici diretti, dovettero basarsi su eventi storici e dipinti che “fotografavano” quei sette decenni. Una situazione del genere si potrebbe creare di nuovo se sono esatti i risultati di alcune ricerche che prevedono una diminuzione media dell’attività massima del Sole del 60% entro il 2030, quindi preludio ad un’altra miniglaciazione. Studi recenti hanno formulato l’ipotesi che, durante il minimo di Maunder, il Sole si sarebbe espanso rallentando la sua rotazione. Condizioni che giustificherebbero la minore quantità di calore fornito alla Terra. Tuttavia, non riuscendo a spiegare le cause che avrebbero creato questo fenomeno, sono possibili solo delle ipotesi, tutte da dimostrare.