Martedì 25 febbraio, lo show televisivo Le Iene ha mandato in onda un servizio basato sui motori di ricerca e sulla raccolta dati provenienti dalle navigazione degli utenti. Tra essi emerge Ecosia, caratterizzato dall'essere ecologico e dall'obiettivo di donare il ricavato per la tutela dell'Ambiente.

Ecosia, di cosa si tratta

Ecosia è un motore di ricerca tedesco, nato nel 2009 con la collaborazione di Bing, Yahoo e WWF. Il suo obiettivo, fin dall'inizio, è stato quello di combattere la deforestazione tramite la donazione della maggior parte dei suoi ricavati.

Fino ad ora i risultati sono stati sorprendenti: infatti sono stati piantati ben 65 milioni di alberi in tutto il mondo e 2,2 milioni tra questi si trovano nella foresta amazzonica e in quella atlantica.

Vi sono ben 20 progetti finanziati in varie parti del mondo come per esempio in Etiopia, in Indonesia, in Spagna e nel Ghana.

Qual è il funzionamento di Ecosia

Ecosia riceve i pagamenti quando l'utente clicca sui banner pubblicitari presenti sul motore di ricerca. Bastano solo 45 click per piantare un albero. L'80% di questo ricavato viene investito dal motore di ricerca in alberi. Quest'ultimi vengono, successivamente, piantati in diverse parti del mondo per combattere la deforestazione.

Inoltre Ecosia usa delle fonti rinnovabili, senza emissioni nocive, per far funzionare i server.

Ecosia si differenzia anche per la mancanza di profilazione degli utenti. Questa mossa è particolarmente apprezzata dai suoi utilizzatori perché la loro privacy non viene messa a rischio.

Génica Schafgen, responsabile di Ecosia in Germania, si è espresso con queste parole:

"Abbiamo rafforzato la nostra privacy policy proprio nel 2018. È stato un modo per ribadire che quello che vogliamo non è guadagnare denaro usando i dati degli utenti, ma offrire loro un buon servizio di ricerca e piantare, proprio grazie a loro, milioni di alberi in giro per il mondo"

Incendi in Amazzonia e il contributo di Ecosia

Purtroppo, a partire dagli ultimi mesi del 2019, il pianeta terra è stato protagonista di disastri naturali di una portata non indifferente.

Tra questi spiccano gli incendi che hanno devastato l'Australia, la Siberia e che continuano a essere una minaccia costante per la foresta amazzonica.

Dopo questi tragici eventi, sia la popolarità di Ecosia che il suo uso sono aumentati enormemente. Schafgen, a questo proposito, ha detto che:

"È ovvio che siamo molto contenti per ogni utente che sceglie Ecosia al posto di Google, e per questo boom di popolarità che arriva dopo anni di crescita continua e costante.

La situazione, però, non è assolutamente delle migliori: siamo davvero molto impauriti e preoccupati per l'Amazzonia e per l'intera dinamica del cambiamento climatico".

Non basta semplicemente fare ricerche

Bisogna, però, specificare, per non creare fraintendimenti, che non è sufficiente che l'utente usi il motore di ricerca per aiutare l'ambiente, ma è necessario che clicchi sugli annunci pubblicitari perché è solo in questo modo che il sito ottiene ricavati.

Quindi, è inesatto dire, come spesso avviene, che bastano 45 ricerche per piantare un albero: in realtà, per raggiungere l'obiettivo, si deve cliccare su 45 annunci pubblicitari.

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