L'Osservatorio dell'Autorità di bacino del Po ha confermato lo stato di severità idrica “media”, persistente nonostante i recenti temporali che hanno interessato alcune aree. La situazione rimane critica per il settore dell'agricoltura e per i grandi laghi, ma l'allarme sta crescendo in modo significativo per l'approvvigionamento di acqua potabile. Numerosi Comuni, distribuiti tra Veneto, Lombardia, Piemonte e Marche, sono attualmente serviti tramite autobotti per garantire l'accesso all'acqua.

Emergenza idrica: Comuni in difficoltà e stato dei laghi

La Lombardia è particolarmente colpita, con 50 Comuni che affrontano difficoltà nell'approvvigionamento idrico. Di questi, ben 17 vengono riforniti con autobotti, coinvolgendo una popolazione stimata fino a 30.000 abitanti. Nelle Marche, i Comuni in sofferenza sono 32. Un esempio lampante si riscontra nelle province di Pavia e Brescia, dove rispettivamente 13 e 4 Comuni fanno già ricorso alle autobotti per l'acqua potabile. Nel resto dei Comuni lombardi, la situazione è costantemente monitorata, con l'emissione di ordinanze comunali che impongono la riduzione dei consumi potabili per prevenire ulteriori criticità.

L'Osservatorio ha definito critica anche la condizione del Lago Maggiore, che si avvicina al suo limite minimo operativo, registrando un livello idrometrico di -14,6 centimetri e un tasso di riempimento del 19%.

Anche altri importanti laghi lombardi mostrano segnali di difficoltà: il lago di Como è a -3,6 centimetri (21% di riempimento), mentre il lago d'Iseo si attesta a -4,8 centimetri (18%). Il Lago di Garda rappresenta un'eccezione positiva, con un livello di +82,7 centimetri e un tasso di riempimento del 63%. Nel Delta del Po, intanto, prosegue l'emergenza dovuta all'intrusione del cuneo salino, che compromette la qualità dell'acqua.

Misure di gestione e il deficit delle riserve idriche

Per affrontare l'attuale crisi idrica e assicurare l'acqua sia all'agricoltura che agli acquedotti, il Tavolo regionale per l’utilizzo in agricoltura della risorsa idrica ha aggiornato gli accordi con gli operatori idroelettrici.

Fino almeno al 24 luglio, gli invasi sono chiamati a rilasciare maggiori quantità d'acqua: circa 5 milioni di metri cubi al giorno sul bacino dell’Adda e 1 milione per l’Oglio. Un ulteriore supporto proviene da un accordo con la Provincia autonoma di Trento, che garantisce la disponibilità di 9 milioni di metri cubi d'acqua nel lago d’Idro, fornendo così un respiro aggiuntivo al bacino del Chiese.

Il deficit idrico in Lombardia ha raggiunto un preoccupante -43,4% rispetto alla media storica del periodo, con una disponibilità attuale di soli 974 milioni di metri cubi d’acqua. I dati più allarmanti si registrano nel bacino del Ticino e del Lago Maggiore, dove la riduzione è del -53,3% rispetto alla media storica.

Nell’area dell’Adda la disponibilità è del -45,3%, nel bacino del Brembo del -46,7%, nell’Oglio del -47,3% e nel Chiese del -44,9%. Le carenze meno marcate si osservano nelle zone del Serio (-31,9%) e del Mincio (-22,5%). L'Osservatorio dell’Autorità di bacino del Po ribadisce che “la situazione resta di severità idrica media in assenza di precipitazioni”.