Gli invasi siciliani hanno registrato una significativa perdita d'acqua nel corso dell'ultimo mese, superando i 66 milioni di metri cubi. I dati, aggiornati al 1° agosto 2026 dall'Autorità di bacino della Regione Siciliana, rivelano che nelle 30 dighe monitorate la disponibilità complessiva è scesa a 500,71 milioni di metri cubi, rispetto ai 566,78 milioni del mese precedente. Questa riduzione equivale a un calo del 12% dei volumi lordi.

Il decremento dei volumi idrici è attribuibile a una combinazione di prelievi ed evaporazione, quest'ultima intensificata dalle alte temperature.

È fondamentale sottolineare che i dati si riferiscono ai volumi lordi e non rappresentano l'acqua effettivamente utilizzabile. Sottraendo i sedimenti e i cosiddetti "volumi morti", stimati in circa 140 milioni di metri cubi, la disponibilità reale si attesta intorno ai 350 milioni di metri cubi.

I cali più significativi negli invasi

L'analisi dettagliata del prospetto evidenzia alcune situazioni particolarmente critiche. L'invaso di Pozzillo ha subito la diminuzione più marcata, passando da 34,49 a 13,15 milioni di metri cubi, con una perdita netta di 21,34 milioni. Anche il Poma ha registrato un calo consistente, da 58,96 a 51,67 milioni, perdendo 7,29 milioni di metri cubi. L'Arancio, infine, è sceso da 18,14 a 14,56 milioni.

La situazione è ulteriormente aggravata dal fatto che sei dighe siciliane risultano pressoché vuote: Comunelli è a quota zero, Disueri a 0,20 milioni di metri cubi, Gammauta a 0,12, Gorgo Lago a 0,48, Furore a 0,51 e Zaffarana a 0,08. In controtendenza, alcuni bacini mantengono riserve più consistenti, come Lentini, che al 1° agosto detiene 90,66 milioni di metri cubi, e Santa Rosalia, con 19,12 milioni su una capacità complessiva di 20 milioni.

Panoramica e utilizzi dei volumi idrici

Il prospetto ufficiale dell'Autorità di bacino fornisce anche un confronto annuale, indicando 307,62 milioni di metri cubi al 1° agosto 2025. Questo si traduce in uno scarto annuo positivo del 63% per l'anno in corso.

Il documento specifica che i dati sono il risultato di rilevazioni strumentali o comunicazioni dirette dei gestori e sono sempre espressi al lordo. Nel prospetto sono inoltre dettagliati gli usi collegati ai singoli bacini, che includono finalità irrigua, potabile, industriale ed elettrica.

Una particolare attenzione è rivolta all'invaso Ancipa, situato sul fiume Troina. Al 1° agosto, l'Ancipa contava 19,07 milioni di metri cubi lordi d'acqua, in diminuzione rispetto ai 21,06 milioni del mese precedente e ai 22,42 milioni registrati nell'agosto 2025. Anche per l'Ancipa sono previsti utilizzi irriguo, potabile ed elettrico. Per quanto riguarda l'uso potabile, Siciliacque ha ottenuto l'autorizzazione a prelevare 13,77 milioni di metri cubi fino a dicembre. Parallelamente, quattro milioni di metri cubi sono stati assegnati al Consorzio di bonifica della Sicilia orientale per scopi irrigui.