Il presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti, e il dirigente generale della Protezione civile, Stefano Fait, hanno condotto un sopralluogo congiunto per valutare la situazione dell'incendio boschivo che ha interessato il Monte Bedolè, sopra Spormaggiore, e per verificare la condizione della Val Genova, colpita da una importante colata di detriti. Il rogo, attivo nella zona a partire da ferragosto, è ora sotto controllo grazie anche al contributo delle piogge cadute nelle ultime ore. Tuttavia, l'area rimane sotto attento monitoraggio da parte delle autorità e delle squadre di soccorso, che mantengono alta l'attenzione finché la fase di rischio non sarà completamente superata.
Interventi e monitoraggio sul Monte Bedolè
Al sopralluogo sul Monte Bedolè hanno preso parte anche l'ispettore distrettuale dei Vigili del fuoco volontari, Umberto Meneghini, e il sindaco di Spormaggiore, Alessandro Pezzi. L'occasione è servita per verificare direttamente l'efficacia degli interventi messi in atto dal numeroso personale impegnato nelle operazioni, che include i Vigili del fuoco volontari, il Corpo permanente dei Vigili del fuoco di Trento e il Corpo forestale del Trentino. L'incendio, scatenato da un fulmine caduto il 31 luglio e propagatosi nei giorni successivi a causa dei venti, ha già distrutto circa 80 ettari di vegetazione. Le complesse operazioni di spegnimento hanno visto l'impiego di decine di vigili del fuoco, con una base operativa strategica allestita ai Priori, nel territorio comunale di Cavedago.
Il personale a terra impiegato ha raggiunto un totale di circa 80 unità, supportato dall'alto da elicotteri e Canadair. Un Canadair, giunto da Genova, ha effettuato nove lanci d'acqua prima di subire un guasto tecnico che lo ha costretto a rientrare a Verona per le riparazioni. In previsione del suo rientro e per garantire la sicurezza delle operazioni, è stato temporaneamente vietato il bagno nel lago di Molveno, punto di prelievo dell'acqua per i mezzi aerei.
Situazione critica in Val Genova e Val d’Algone
La ricognizione delle autorità è proseguita nella Val Genova, dove una colata di detriti, scesa dal Rio Gabbiolo, ha reso necessaria la ripresa delle attività per il ripristino della viabilità.
La strada è attualmente interrotta a circa due chilometri a valle di malga Bedolè e rimarrà chiusa almeno fino alla cessazione dell’allerta, prevista per la mezzanotte di oggi. Al sopralluogo in Val Genova hanno partecipato anche l’ispettore distrettuale Manuel Alberti, il comandante Matteo Catturani dei Vigili del fuoco volontari di Strembo e i rappresentanti del Servizio Bacini montani. La gestione dell’emergenza ha incluso misure preventive cruciali, come l'evacuazione dei visitatori dall’alta Val Genova, decisa per precauzione. Per migliorare le comunicazioni operative tra le squadre, è stato installato un ponte radio mobile Tetra, che ha dimostrato la sua utilità. Parallelamente, il dirigente generale Stefano Fait si è recato a verificare la situazione di una frana verificatasi a circa 500 metri sotto malga Nambi, nel territorio di Comano Terme, all’interno del Parco naturale Adamello Brenta.
Qui, una colata detritica di circa 40 metri cubi ha ostruito la strada della Val d’Algone. Sono già stati attivati personale e mezzi specifici per la rimozione dei detriti e il conseguente ripristino della viabilità.
La situazione complessiva dell'area, particolarmente frequentata in questo periodo, rimane al centro dell'attenzione delle autorità. Il costante monitoraggio e il coordinamento degli interventi sono essenziali per garantire la sicurezza della popolazione e per il rapido ripristino delle condizioni di normalità.