Il Consiglio dei ministri ha recentemente approvato una norma di attuazione dello statuto speciale, conferendo alla Valle d’Aosta nuove competenze in materia di concessioni di derivazione d’acqua. A partire dall’entrata in vigore di questa importante disposizione, la Regione avrà un periodo di un anno per elaborare e varare una propria legge regionale. Tale normativa dovrà stabilire le specifiche modalità e le procedure per l’assegnazione delle grandi derivazioni idroelettriche sul proprio territorio.
La futura legge regionale avrà il compito di definire con precisione i criteri di ammissione, i requisiti essenziali richiesti agli aspiranti concessionari e le metodologie per la determinazione del canone.
È previsto che la durata massima delle concessioni sarà di quarant’anni, con la possibilità di un’estensione fino a ulteriori dieci anni. Questa estensione sarà valutata in base alla complessità della proposta progettuale presentata e all’entità dell’investimento previsto. Un altro aspetto fondamentale riguarda l’obbligo per i concessionari di fornire annualmente e a titolo gratuito alla Regione 220 chilowattora per ogni chilowatt di potenza nominale media di concessione. Questa energia sarà destinata a servizi pubblici e a specifiche categorie di utenti, come individuato dalla stessa legge regionale.
Nuove competenze e disciplina regionale
Il decreto legislativo varato dal Governo attribuisce alla Valle d’Aosta la piena disciplina delle concessioni e delle subconcessioni di derivazione d’acqua, indipendentemente dall’uso finale cui sono destinate.
Ciò significa che la Regione avrà la facoltà di stabilire autonomamente la durata delle concessioni, i criteri per la definizione dei canoni e le modalità di valutazione degli aspetti paesaggistici e di impatto ambientale. Sarà inoltre in grado di prevedere e implementare adeguate misure di compensazione per mitigare eventuali effetti negativi.
Alla scadenza naturale delle concessioni, o in caso di decadenza o rinuncia da parte del concessionario, le opere infrastrutturali quali quelle di raccolta, adduzione, regolazione, le condotte e i canali di scarico, purché in stato di regolare funzionamento, passeranno senza alcun compenso in proprietà della Regione. Tuttavia, qualora il concessionario abbia realizzato a proprie spese investimenti significativi sui beni, previsti dall’atto di concessione o autorizzati dal concedente, avrà diritto a un indennizzo.
Tale indennizzo sarà pari al valore della parte di bene non ancora ammortizzata, garantendo così un equilibrio tra l’interesse pubblico e la tutela degli investimenti privati.
Il percorso della norma di attuazione
La norma di attuazione relativa alle concessioni idroelettriche ha seguito un articolato percorso istituzionale, che ha visto il coinvolgimento attivo della Commissione paritetica Stato-Regione. Il testo, presentato alla Commissione nel maggio 2026, ha delineato i criteri generali per il trasferimento delle competenze in materia di grandi derivazioni d’acqua alla Regione Valle d’Aosta, in piena applicazione dello statuto speciale. L’intero iter ha incluso la discussione e l’approvazione in aula, con il chiaro obiettivo di rafforzare l’autonomia regionale nella gestione delle proprie risorse idriche e, in particolare, delle concessioni idroelettriche, promuovendo una governance più efficace e vicina al territorio.