Il Wwf veneziano ha espresso «forte preoccupazione» al sindaco Simone Venturini per la costruzione di 77 villette a Ca’ Roman, estremità sud di Pellestrina e riserva Lipu nella Laguna di Venezia.

L’associazione ambientalista avverte che l’impatto sugli equilibri dell’oasi sarebbe irreversibile, compromettendo la fruibilità per i frequentatori abituali, che vedrebbero stravolto questo habitat naturale. Il progetto, su area privata (ex colonia di suore) e risalente al 2012, è stato modificato dopo bocciature di Tar e Consiglio di Stato. Nonostante il parere favorevole del 23 luglio della Municipalità del Lido e Pellestrina, la decisione definitiva spetta alla giunta comunale.

Il Wwf auspica che «la politica abbia ancora il potere di fermare questo scempio», ricordando che le decisioni urbanistiche vanno riviste nell’interesse collettivo, ponendo la natura, specie in tempi di crisi climatica, al primo posto. Contro il progetto, una raccolta firme su Change.org ha superato le 40mila adesioni. Una manifestazione è prevista a Pellestrina il 7 agosto, alle 18:00.

Ca' Roman: contesto normativo e tutela ambientale

L’area di Ca’ Roman, con S. Nicolò e Alberoni, è parte della Rete Natura 2000 dell’Unione Europea, classificata come Zona Speciale di Conservazione (ZSC) e Zona di Protezione Speciale (ZPS). Il Comune di Venezia (D.G.R.V. n. 929/2020) è ente gestore del sito IT3250023 “Lido di Venezia: biotopi litoranei”, che include Ca’ Roman, ed è responsabile delle misure di conservazione.

Norme e divieti per la salvaguardia dell'ecosistema di Ca' Roman

Per tutelare l'ecosistema di Ca’ Roman, vigono norme specifiche. È vietato l'uso di mezzi meccanici per la pulizia dell’arenile, che deve essere manuale, rimuovendo solo rifiuti antropici e lasciando il materiale organico. Proibiti anche accensione di fuochi, campeggio, abbandono di rifiuti, circolazione di veicoli non autorizzati e sorvolo con velivoli a quote inferiori a 300 metri o a meno di 100 metri dalla costa (salvo mezzi di soccorso o polizia). I cani devono essere tenuti al guinzaglio (max 1,5 metri) e a distanza da nidi e recinzioni a tutela delle specie protette.