Il Cantina Tollo Group e il Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise uniscono le forze in un progetto mirato alla tutela dell’orso bruno marsicano, una delle specie più rare e preziose del patrimonio naturale italiano. L’iniziativa, annunciata il 9 settembre 2026, prevede il contributo della cooperativa abruzzese per l’acquisto e la rigenerazione dei collari satellitari, strumenti essenziali per il monitoraggio della specie.
Questi collari satellitari sono fondamentali per studiare gli spostamenti degli esemplari, raccogliere dati utili alla ricerca scientifica e supportare il lavoro quotidiano svolto sul campo.
La collaborazione affonda le radici nel profondo legame di Cantina Tollo con l’Abruzzo, la sua identità e i valori di rispetto, responsabilità e cura del territorio che guidano il gruppo fin dalla sua fondazione nel 1960. Cantina Tollo, tra le realtà più importanti e consolidate del settore vitivinicolo italiano con circa 625 soci e 2.490 ettari coltivati, ha sempre interpretato il proprio ruolo non solo come realtà produttiva, ma anche come presidio sociale capace di generare valore per il luogo in cui opera.
Il legame con la linea di vini biologici Animaletti
Il progetto si connette al restyling della linea di vini biologici Animaletti di Cantina Tollo, che include referenze come Montepulciano d’Abruzzo Dop, Cerasuolo d’Abruzzo Dop, Trebbiano d’Abruzzo Dop, Pecorino e Passerina Terre d’Abruzzo Igp e Primitivo Puglia Igp.
Sulle nuove etichette, disponibili nei supermercati da settembre, compare un bollino con l’emblema del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. Questa nuova immagine mira a rendere ancora più riconoscibile l’identità della linea e il suo legame con la natura e il territorio, trasformando il packaging in uno strumento di sensibilizzazione sui temi della biodiversità e della tutela dell’ambiente. L’iniziativa si inserisce nel percorso di sostenibilità della cooperativa, consolidato anche attraverso la certificazione Equalitas, che attesta un approccio integrato alla sostenibilità ambientale, sociale ed economica.
Gianluca Orsini, presidente di Cantina Tollo Group, ha dichiarato che la collaborazione "nasce con l'obiettivo di sostenere concretamente le attività di conservazione dell'orso bruno marsicano".
Ha aggiunto che questa iniziativa è parte di un impegno più ampio che il gruppo porta avanti da anni a favore del territorio abruzzese, delle sue comunità e del suo patrimonio ambientale e culturale.
Monitoraggio, ricerca e il Congresso Internazionale IBA
Giovanni Cannata, commissario del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, ha sottolineato che la tutela dell'orso bruno marsicano è una responsabilità quotidiana del Parco, che si esplica attraverso ricerca, monitoraggio, prevenzione e lavoro sul territorio. Cannata ha evidenziato che la conservazione "ha bisogno di alleanze e di responsabilità condivise, anche con il mondo produttivo". Un ambiente sano e ricco di biodiversità, ha affermato, rappresenta un valore per l'intero territorio regionale e sostiene produzioni di qualità, identità locali ed economie attente alle risorse naturali.
La collaborazione con Cantina Tollo, con il suo contributo al monitoraggio dell'orso e il sostegno alla Conferenza internazionale, rende questa partnership particolarmente significativa.
La partnership prevede inoltre il sostegno al Congresso Internazionale della International Bear Association (IBA), che si terrà a Pescasseroli (L'Aquila) dal 20 al 25 settembre 2026. L'evento ospiterà scienziati, professionisti, autorità governative, ONG e comunità locali da tutto il mondo per condividere conoscenze, ricerche e migliori pratiche.
Il Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise: un patrimonio da tutelare
Il Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise, istituito nel 1923 e tra i più antichi d'Italia e d'Europa, rappresenta una delle esperienze storiche più significative di conservazione della natura nel nostro Paese.
Le sue montagne, valli, foreste e praterie custodiscono una straordinaria ricchezza di specie vegetali e animali, tra cui l'orso bruno marsicano e il camoscio appenninico. Nel 2017, alcune delle faggete vetuste del Parco sono state riconosciute Patrimonio Mondiale dell'UNESCO.