Sono iniziate il 3 settembre 2026 le operazioni di recupero dello yacht Angiola II, l’imbarcazione di 30 metri affondata l’11 agosto 2026 in Costa Smeralda. L'incidente si è verificato tra l’isola dei Cappuccini e Capo Ferro a causa di un’avaria ai motori e un principio d’incendio. A bordo c’erano l’armatore Antonio Bettanin e altre 14 persone; nessuno è rimasto ferito.

Recupero del relitto: l'intervento in Costa Smeralda

Il relitto giace a circa sette metri di profondità nell'area antistante Capo Ferro, nel territorio di Arzachena, tra l’isola dei Cappuccini e Capo Ferro.

Tre ditte specializzate del nord Sardegna, incaricate dall’armatore Antonio Bettanin, stanno operando per il recupero. L’intervento, coordinato e autorizzato dalla Guardia Costiera di La Maddalena, prevede l'impiego di personale e mezzi tecnici per riportare a galla l’unità e rimuoverla dallo specchio acqueo. Le operazioni, complesse e articolate in più fasi, mirano al recupero e alla rimozione definitiva dello yacht, concludendo il periodo di controllo seguito all’affondamento dell’11 agosto.

Vigilanza ambientale e sicurezza marittima

Dal giorno dell’affondamento, la Guardia Costiera di La Maddalena ha mantenuto costante vigilanza sull’area, verificando l’assenza di inquinamento e la tutela dell’ambiente marino.

Il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica è stato coinvolto nelle attività di monitoraggio. Questo controllo prosegue durante la fase di recupero, con attenzione alla sicurezza delle manovre e alla rimozione dell’imbarcazione dalle acque di Capo Ferro. L’intervento segue le verifiche post-affondamento e riguarda sia il relitto sia le condizioni dello specchio acqueo.

Lo yacht Angiola II

L’Angiola II è uno yacht di 30 metri, battente bandiera maltese. La sua complessa vicenda ha richiesto un articolato intervento di recupero per la rimozione dalle acque della Costa Smeralda.