Il caso di Bosco Ospizio, una vasta area verde situata a Reggio Emilia, è giunto all'attenzione della Camera dei deputati a Roma. L'iniziativa è scaturita da un'interrogazione parlamentare presentata dai deputati Stefania Ascari e Antonio Ferrara, entrambi esponenti del Movimento 5 Stelle. A corollario di questa azione politica, una delegazione di attivisti, strenuamente impegnati nella difesa del polmone verde, ha tenuto una conferenza stampa e un presidio a Montecitorio. L'evento, svoltosi dalle 19 alle 20, ha visto la partecipazione dei due parlamentari e aveva lo scopo di contestare fermamente il progetto che prevede la realizzazione di un nuovo punto vendita a marchio Conad all'interno dell'area.
La mobilitazione civica si concentra su un'area verde che si estende per oltre quattro ettari. Il progetto esecutivo, presentato da Conad all'inizio dell'anno, ha ottenuto l'approvazione attraverso uno schema di convenzione siglato con il Comune di Reggio Emilia. Tale accordo ha ricevuto il via libera dal Consiglio comunale, sebbene con una maggioranza non compatta e con l'opposizione esplicita dei Verdi. È importante sottolineare che il piano non si limita alla costruzione del solo supermercato: esso include anche la realizzazione di una nuova biblioteca, una casa della salute dotata di ambulatori medici e un polo di servizi sociali pubblici, elementi che, secondo i promotori, dovrebbero arricchire l'offerta per la comunità locale.
Il progetto e le contestazioni sull’area verde
Gli attivisti esprimono una ferma contestazione all'intervento, motivata principalmente dal consumo di suolo e dall'abbattimento di alberi che ne deriverebbero. Il progetto, infatti, comporterebbe un consumo di suolo stimato in 30.000 metri quadrati e l'eliminazione di circa cento alberi. Le proteste contro questa iniziativa hanno radici profonde e sono iniziate già dopo l'acquisto dell'area da parte di Conad nel 2015. Da allora, la mobilitazione ha preso diverse forme, tra cui flash mob, campagne di boicottaggio organizzate davanti ai supermercati del marchio, sit-in di protesta di fronte al municipio e varie iniziative direttamente nell'area verde di Bosco Ospizio.
Circa due anni e mezzo fa, la spinta alla mobilitazione ha portato alla nascita dell'assemblea Bosco Ospizio, un comitato che ha saputo riunire diverse componenti della cittadinanza, non limitandosi ai soli residenti del quartiere direttamente interessato. Questo comitato ha ricevuto un significativo sostegno anche da parte di figure accademiche e professionisti di spicco, tra cui Luca Mercalli e Telmo Pievani, che hanno prestato la loro voce alla causa. Un momento cruciale della protesta si è verificato il 3 agosto, quando centinaia di attivisti sono riusciti a bloccare le ruspe, impedendo di fatto l'avvio dei lavori e dando vita a un presidio permanente che, al momento, è ancora in corso.
L’incontro al Municipio e le posizioni sul futuro di Bosco Ospizio
Il dibattito sul futuro di Bosco Ospizio ha trovato un ulteriore palcoscenico nell'incontro svoltosi al Municipio di Reggio Emilia, dove si sono confrontati i rappresentanti di Conad e una delegazione di ambientalisti. Le posizioni in campo rimangono distinte: da un lato, gli attivisti continuano a chiedere la tutela integrale dell'area di Bosco Ospizio, proponendo la sua trasformazione in un bosco urbano di comunità. Dall'altro lato, Conad, in qualità di proprietaria dell'area, ha ribadito la sua intenzione di proseguire con il progetto del megastore. Tuttavia, l'azienda ha avanzato una proposta per una gestione condivisa degli spazi verdi residui, ovvero quelle porzioni di terreno che non sarebbero interessate direttamente dalla costruzione.
Questa apertura al dialogo da parte di Conad è stata accompagnata da una valutazione, che durerà alcuni giorni, della proposta avanzata dagli attivisti. Il sindaco Marco Massari, dal canto suo, ha segnalato aperture al miglioramento degli aspetti ambientali del progetto, indicando una possibile mediazione tra le parti.