Coldiretti Cagliari lancia l'allarme per i danni estesi causati dalla presenza incontrollata dei cinghiali nel Sulcis. Le coltivazioni colpite superano i 500 ettari, con perdite stimate in diverse centinaia di migliaia di euro. L'organizzazione agricola, il 3 settembre 2026, ha chiesto alla Provincia del Sulcis Iglesiente di rendere pienamente operativo il Piano di contenimento, impiegando i coadiutori già formati.

L'emergenza riguarda in particolare le produzioni di grano e cereali, che contano oltre 300 ettari danneggiati, e le produzioni vitivinicole, con più di 200 ettari compromessi.

Queste perdite si sommano alle difficoltà già affrontate da agricoltori e allevatori, provati da una stagione segnata da caldo, siccità e problemi idrici.

L'impatto sui terreni agricoli del Sulcis

Il quadro delineato da Coldiretti Cagliari evidenzia una situazione critica per i terreni coltivati e le produzioni agricole del Sulcis. I danni, direttamente collegati alla proliferazione incontrollata dei cinghiali, interessano ampie superfici di grano, cereali e vigneti, raggiungendo un'estensione complessiva superiore ai 500 ettari. L'organizzazione sollecita l'immediata attivazione degli strumenti di contenimento già previsti per il territorio.

Il presidente di Coldiretti Cagliari, Giorgio Demurtas, ha sottolineato la resilienza delle imprese agricole e zootecniche: “Gli agricoltori e gli allevatori hanno fatto sacrifici e hanno dimostrato ancora una volta di essere disponibili a collaborare per affrontare il problema”.

Demurtas ha inoltre evidenziato come i danni provocati dalla fauna selvatica aggravino ulteriormente il peso dei problemi climatici e idrici già esistenti.

L'urgenza del Piano di contenimento

Il direttore di Coldiretti Cagliari, Giuseppe Casu, ha richiamato l'attenzione sul percorso di formazione già completato da numerosi coadiutori, preparati per intervenire nell'ambito del Piano di contenimento. La posizione dell'organizzazione è chiara: le figure professionali necessarie sono già disponibili e devono essere impiegate senza ulteriori indugi.

Casu ha ribadito l'urgenza della situazione: “Non serve un altro rinvio: serve dare operatività al Piano di contenimento e utilizzare le persone che sono già state preparate per farlo”.

L'organizzazione agricola sottolinea che la problematica non si limita ai soli danni alle coltivazioni, ma si estende anche al profilo della sicurezza stradale, con un elevato rischio di incidenti causati dall'attraversamento degli animali selvatici.