L'Organizzazione meteorologica mondiale (WMO) prevede per settembre-novembre 2026 una maggiore probabilità di temperature superiori alla norma su quasi tutte le aree terrestri. Questa previsione è legata al forte evento El Niño nel Pacifico sudorientale, che innescherà una risposta atmosferica con variazioni nelle precipitazioni. El Niño è un fenomeno di riscaldamento periodico del Pacifico tropicale sudorientale, con intervalli di due-sette anni. Nel 2026, si è consolidato e si prevede una sua intensificazione, aumentando il rischio di inondazioni, siccità e caldo estremo.

Intensificazione e durata

Il rafforzamento di El Niño è alimentato da condizioni oceaniche eccezionalmente calde nel Pacifico tropicale. Le proiezioni indicano un incremento di intensità, con picco atteso verso fine 2026. Gli effetti climatici si estenderanno oltre l'inizio del 2027.

Le temperature della superficie del mare nel Pacifico equatoriale centro-orientale, fulcro di El Niño, sono elevatissime. Le previsioni WMO indicano una probabilità "prossima al 100%" che El Niño persista fino a febbraio 2027.

Impatto e preparazione

Gli effetti di El Niño variano per località e stagione. La risposta climatica regionale può essere modificata da altri fattori (Oceano Indiano e Atlantico). L'intensità dell'evento non determina da sola la gravità degli impatti; posizione geografica, periodo e interazione con altri sistemi climatici sono cruciali.

Le previsioni multi-modello WMO per settembre-novembre 2026 confermano una maggiore probabilità di temperature sopra la norma su quasi tutte le terre emerse e pattern di precipitazione coerenti con la risposta atmosferica di El Niño nel Pacifico. Previsioni affidabili sono fondamentali per la preparazione di governi, agenzie umanitarie e comunità. I Servizi Meteorologici e Idrologici Nazionali rimangono la fonte per avvisi ufficiali e informazioni locali. El Niño è un fenomeno climatico naturale e non è una conseguenza del cambiamento climatico.