Riccardo Cotarella, presidente di Assoenologi, ha partecipato a Eco Sanfra, il festival umbro interamente dedicato alla sostenibilità, per affrontare il rapporto cruciale tra il mondo del vino, l'estremizzazione climatica, l'importanza della ricerca scientifica e l'applicazione della tecnologia. Il suo intervento si è inserito nel contesto dell'incontro intitolato “Dalla Terra alla Tavola-Il valore del cibo”, in programma sabato 26 settembre, evidenziando l'urgenza di adottare nuove strategie per il futuro del settore. La notizia è stata diffusa da Roma il 25 settembre 2026.

Cotarella ha posto l'accento sulla stretta correlazione tra la qualità del vino e una profonda conoscenza dei singoli vigneti, unita alla capacità di intervenire con strumenti scientifici mirati. Ha affermato con chiarezza che “non esistono più ricette valide per tutti”, sottolineando la necessità di un approccio personalizzato e dettagliato. Questo implica un'attenta e scientifica gestione della parete fogliare e del terreno, una selezione accurata dei portinnesti, una disponibilità e un uso razionale dell'acqua, l'adozione di sistemi di allevamento ottimali, il controllo dell'esposizione dei grappoli e l'individuazione precisa del momento ideale per la raccolta. La qualità, ha ribadito, nasce oggi più che mai dalla conoscenza approfondita e dall'applicazione rigorosa della scienza.

Impatto del clima sulla maturazione e il ruolo dell'enologo

Il presidente di Assoenologi ha descritto il settore vitivinicolo di fronte a una svolta epocale, guidata dall'intensificarsi dei fenomeni di estremizzazione climatica. Le temperature più elevate possono, infatti, accelerare l'accumulo degli zuccheri nell'uva e ridurre più rapidamente l'acidità, con una possibile gradazione potenziale più elevata dei vini. Cotarella ha però precisato che questo processo non deve essere considerato né automatico né incontrollabile. Ha evidenziato come un caldo eccessivo possa anche compromettere la fisiologia della vite, causando sofferenza e alterando l'equilibrio della maturazione.

In questo scenario complesso, Cotarella ha attribuito un ruolo diretto e fondamentale all'enologo, alla ricerca e alla tecnologia.

L'obiettivo primario è evitare che sia il clima a determinare il tipo di vino prodotto. Pertanto, la gestione della chioma, del suolo e delle risorse idriche, la scelta strategica dei portinnesti, l'implementazione di sistemi di allevamento adeguati, il controllo dell'esposizione dei grappoli e la definizione del momento della vendemmia diventano strumenti tecnici indispensabili per affrontare le diverse e specifiche condizioni che variano da vigneto a vigneto, garantendo la tipicità e la qualità del prodotto finale.

Vigneti in alta quota: un allarmismo da ridimensionare

Cotarella ha voluto ridimensionare l'allarmismo crescente riguardo a una presunta e generalizzata “fuga” dei vigneti verso l'alta quota. Non ha indicato uno spostamento inesorabile né ha proposto una classifica delle regioni destinate a soffrire maggiormente. Il presidente di Assoen注