A Orvieto, un intenso scontro politico si è acceso attorno all’ipotesi di ampliamento della discarica Le Crete. La questione vede coinvolti attivamente la sindaca Roberta Tardani, l’assessore regionale all’Ambiente Thomas De Luca, l’opposizione regionale composta da forze di centrodestra e civiche, e la maggioranza presente a Palazzo Cesaroni. Il fulcro del confronto è rappresentato dal progetto di espansione, che prevede un incremento di 350mila metri cubi, strettamente collegato alla discarica già in esercizio presso il polo impiantistico di Orvieto Ambiente, situato nella località di Pian del Vantaggio.
La discussione ha preso avvio in seguito alla pubblicazione del procedimento autorizzativo regionale, noto come PAUR, che riguarda il progetto presentato dal gestore dell'impianto. Il Comune di Orvieto ha espresso con fermezza la propria netta contrarietà a qualsiasi forma di ampliamento e ha annunciato la sua intenzione di partecipare attivamente all’istruttoria. L’amministrazione comunale ha dichiarato che nominerà un rappresentante unico e presenterà le proprie osservazioni dettagliate entro la scadenza del 29 settembre 2026. In questo contesto, il Comune ha formalmente richiesto alla Regione Umbria di esprimere un parere negativo definitivo e di fornire chiarimenti esaustivi sui presupposti che hanno condotto all’apertura di questo nuovo procedimento.
Le contestazioni dell’opposizione e la replica dell’assessore De Luca
I consiglieri regionali dell’opposizione – tra cui Donatella Tesei, Enrico Melasecche, Eleonora Pace, Paola Agabiti, Matteo Giambartolomei, Laura Pernazza, Andrea Romizi e Nilo Arcudi – hanno sollevato forti critiche nei confronti della Giunta Proietti e, in particolare, dell’assessore De Luca, accusandoli di una palese contraddizione nella gestione dei rifiuti. Secondo le forze di centrodestra e civiche, l'avvio del procedimento per ulteriori 350mila metri cubi a Orvieto rappresenterebbe una chiara dimostrazione dell’assenza di una soluzione alternativa concreta e già operativa. Tale situazione si manifesterebbe soprattutto dopo la decisione di interrompere il percorso per la realizzazione del termovalorizzatore e a fronte degli annunci riguardanti l’adozione di una tecnologia innovativa per la trasformazione della frazione residua in idrogeno.
L’opposizione ha inoltre evidenziato la potenziale problematica legata alla possibilità di ricevere da fuori regione ben 30mila tonnellate di rifiuti all’anno. Per questo motivo, ha richiesto alla Regione di specificare con urgenza e chiarezza quali siano gli impianti previsti, i tempi di realizzazione, i costi stimati, i finanziamenti disponibili e le precise modalità attraverso le quali si intenda chiudere il ciclo dei rifiuti, evitando sia l’utilizzo di un termovalorizzatore sia la creazione di nuove discariche.
L’assessore De Luca, dal canto suo, ha respinto con decisione le accuse mosse, attribuendo l’attuale iter autorizzativo a decisioni e atti compiuti dalla precedente amministrazione regionale di centrodestra.
De Luca ha specificato che l’istanza per l’ampliamento di 350mila metri cubi si rifà alla capacità già prevista per il sito di Orvieto dalla Delibera della Giunta Regionale (Dgr) numero 2 del 2022. Ha aggiunto che tale delibera è stata successivamente integrata e recepita nel Piano regionale dei rifiuti, approvato nel 2023 e tuttora pienamente vigente. Per De Luca, la revoca o il ritiro dell’atto.