Le operazioni di spegnimento dei focolai residui dell’incendio in un capannone di stoccaggio rifiuti nell’area industriale di Airola, nel Beneventano, richiederanno tempi prolungati. Il sito contiene circa un milione di metri cubi di materiale, inclusi numerosi pneumatici, ritenuti causa principale dei densi fumi neri sprigionatisi dopo il rogo.
La situazione è stata esaminata il 1° settembre 2026 in una riunione di coordinamento presso la prefettura di Benevento. Hanno partecipato rappresentanti della Provincia, i sindaci di undici comuni del Beneventano e delegati della prefettura di Avellino, dato il coinvolgimento di territori irpini limitrofi.
È stato specificato che “al momento non è possibile accertare se l'incendio si sia innescato dall'esterno o dall'interno”.
Monitoraggio ambientale e aree a rischio
Il Dipartimento provinciale dell’Agenzia per l’ambiente ha attivato il monitoraggio per rilevare diossine e altri inquinanti atmosferici. La Regione Campania ha confermato che l'ARPAC conduce campionamenti specifici per diossine, furani e PCB diossina-simili, monitorando altri agenti inquinanti. Si valuta inoltre l'impiego di un laboratorio mobile per ulteriori rilevazioni.
La Asl di Benevento ha avviato una prima mappatura dei dati, basandosi sulle valutazioni dei venti del giorno precedente. L'obiettivo è circoscrivere un’area tra 500 metri e 3 chilometri per identificare le aziende agricole e zootecniche potenzialmente interessate.
Tali strutture saranno successivamente sottoposte a controlli specifici.
Dettagli sul rogo e interventi regionali
La Regione Campania ha precisato che l’incendio ha interessato un sito di stoccaggio rifiuti nella zona industriale di Airola. Il rogo ha coinvolto prevalentemente rifiuti plastici e carta in balle, generando una colonna di fumo visibile anche nei territori circostanti. L’assessora regionale all’Ambiente, Claudia Pecoraro, ha indicato come priorità la sicurezza delle persone e la tutela del territorio.