Legambiente Lombardia è intervenuta con una nota ufficiale il 5 settembre 2026, esprimendosi sull’emergenza ambientale che ha colpito il Naviglio Grande, nel tratto compreso tra Magenta e Milano. L'intervento è giunto a seguito di un significativo sversamento di idrocarburi che ha gravemente compromesso il corso d'acqua. L'associazione ambientalista ha manifestato l'urgenza di un rapido accertamento delle responsabilità di quanto accaduto, evidenziando come la gestione complessiva dell'emergenza debba essere strettamente collegata al valore ambientale e funzionale intrinseco del Naviglio.
La questione della contaminazione, che ha interessato ampi tratti del Naviglio Grande e i territori adiacenti attraversati dalla chiazza, rimane al centro dell'attenzione pubblica e delle autorità.
Nel proprio comunicato, Legambiente Lombardia ha dichiarato esplicitamente: "È certamente prematuro formulare commenti sulle indubitabili responsabilità, che ci auguriamo siano prontamente individuate dalle autorità competenti. Auspichiamo altresì che le amministrazioni coinvolte riescano a gestire la futura emergenza ambientale con la stessa qualità di intervento e prontezza dimostrate nel corso di queste prime ore cruciali". Questo riferimento specifico riguarda le immediate operazioni di contenimento e bonifica avviate nelle ore immediatamente successive allo sversamento e l'attività coordinata delle diverse amministrazioni lungo l'intero tratto fluviale tra Magenta e Milano.
Il Valore Strategico del Naviglio Grande
Legambiente Lombardia ha voluto richiamare l'attenzione sul significato profondo e multifunzionale del Naviglio Grande, che trascende il suo pur importante aspetto paesaggistico e ricreativo. Per l'associazione, il corso d'acqua non è solo un elemento estetico, ma costituisce un fondamentale servizio ecosistemico. Contribuisce attivamente alla qualità della vita degli abitanti delle aree circostanti, ospita ecosistemi fragili e rappresenta una riserva idrica di importanza strategica per le attività agricole e zootecniche, in un periodo storico già segnato da una grave carenza di risorse idriche. La definizione di "infrastruttura blu" viene quindi associata in modo significativo ai molteplici servizi ambientali e idrici essenziali garantiti quotidianamente dal Naviglio.
L'associazione ha inoltre affermato con chiarezza che, a seguito di questo sversamento, descritto come un evento probabilmente senza precedenti nel Milanese per la sua entità, le prerogative vitali e i servizi insostituibili offerti dal Naviglio Grande non saranno pienamente disponibili. Questa compromissione perdurerà finché la contaminazione non risulterà ridotta e rientrata almeno entro i rigorosi termini di legge previsti. Legambiente Lombardia ha infine ribadito il proprio fermo impegno a contribuire attivamente, nelle sedi competenti e attraverso tutti gli strumenti legali disponibili, all'accertamento delle responsabilità di quello che ha definito in termini inequivocabili un "grave danno ambientale" per l'intero territorio.
Le Prime Azioni di Contenimento
Già il giorno precedente l'intervento di Legambiente, ovvero il 4 settembre 2026, una vasta macchia oleosa, identificata dagli esperti come probabilmente di gasolio, era stata segnalata con urgenza nel Naviglio Grande. Nella zona di Pontevecchio di Magenta, situata in provincia di Milano, si erano attivati prontamente i primi interventi di emergenza per valutare la situazione e iniziare le operazioni di contenimento.