Una revisione scientifica, diffusa a Trieste il 2 settembre 2026 alle 17:37, ha evidenziato come le lacune nei dati sulla costa antartica rappresentino uno dei principali ostacoli alla previsione dell’innalzamento globale del livello del mare. Il lavoro, pubblicato su Reviews of Geophysics, rivista dell’American Geophysical Union, è stato collegato al Rings Action Group dello Scientific Committee on Antarctic Research, con il contributo dell’Ogs.
La revisione si concentra in particolare sulle informazioni relative al substrato roccioso, noto anche come bedrock, lungo le coste dell’Antartide.
La disponibilità incompleta di questi dati limita significativamente le stime sulla perdita di ghiaccio e rende meno affidabili le proiezioni sul contributo antartico all’innalzamento del mare. Lo studio sintetizza conoscenze, osservazioni, modelli e basi teoriche sulle interazioni complesse tra ghiaccio, oceano, atmosfera e Terra solida nella zona costiera del continente.
Lo studio e il coordinamento internazionale
Lo studio è frutto del lavoro congiunto di 80 scienziati provenienti da 17 Paesi. Il coordinamento è stato affidato al Rings Action Group dello Scientific Committee on Antarctic Research, con il sostegno del Council of Managers of National Antarctic Programs. Tra gli autori figura Fausto Ferraccioli, direttore della Sezione di Geofisica dell’Ogs e coautore della revisione.
La ricerca evidenzia l’urgente necessità di migliorare le osservazioni su scala pan-antartica. La zona costiera dell’Antartide è il punto focale dei processi in cui entrano in contatto oceano, ghiaccio, atmosfera e substrato roccioso. Per questo, la scarsità di osservazioni in quest’area lascia aperte lacune critiche per descrivere i processi in atto e per stimare la perdita di massa della calotta.
Le osservazioni satellitari indicano un aumento della perdita di massa dell’Antartide. Il testo sottolinea inoltre i limiti degli strumenti attualmente disponibili: «I soli dati satellitari non sono sufficienti» e «i soli modelli computerizzati non possono prevedere i cambiamenti futuri». Entrambi dipendono da una conoscenza accurata della topografia sotto il ghiaccio e della batimetria nelle aree costiere.