La Regione Liguria ha aggiornato il suo piano regionale di risanamento e tutela della qualità dell’aria. L'annuncio, dato a Genova il 29 settembre 2026 dall'assessore regionale all'Ambiente Paolo Ripamonti, ha definito la situazione ligure "complessivamente buona, con alcune criticità puntuali". L'assessore ha sottolineato l'importanza del 2028, tappa cruciale per i nuovi standard europei sulla qualità dell'aria e gli obiettivi 2030.

In Consiglio regionale, le opposizioni hanno criticato il piano. Davide Natale (Pd), vicepresidente della commissione Ambiente, lo ha definito "già vecchio, timido nelle proposte e superato".

Natale ha chiesto un piano d'azione che anticipi i nuovi standard europei, affronti le principali fonti di inquinamento, privilegi trasporto pubblico e mobilità sostenibile, consideri l'impatto portuale e garantisca risorse certe. Stefano Giordano (M5S) ha richiesto uno strumento più determinato, misurabile e verificabile, con controlli sui risultati effettivi delle misure per la qualità dell'aria.

Il quadro del piano e le criticità riscontrate

Il piano regionale di risanamento e tutela della qualità dell’aria delinea le misure per migliorare e proteggere l'atmosfera in Liguria. Il precedente piano, approvato con deliberazione del Consiglio regionale n. 4 del 21 febbraio 2006, ha contribuito alla riduzione delle emissioni e a un miglioramento complessivo della qualità dell'aria, specialmente per i parametri storicamente più critici.

Nonostante ciò, il quadro regionale conserva criticità: nel 2024, si sono registrati superamenti del limite medio annuo di biossido di azoto in due centraline da traffico a Genova, del valore obiettivo del benzo(a)pirene a Cairo Montenotte e dell'ozono in diverse stazioni di misura regionali.

Il superamento dei limiti di biossido di azoto in alcune zone e agglomerati italiani, compreso l’agglomerato di Genova, si collega alla procedura di infon.