La Sardegna si conferma l'unica regione del Sud Italia in controtendenza sul fronte degli incendi tra il 2025 e il 2026. Questo dato emerge dal rapporto 2026 di Legambiente, intitolato “L’Italia in fumo”, presentato a Cagliari il 13 settembre 2026. Il documento analizza la situazione relativa al 2025 e al primo semestre del 2026, evidenziando come l'Isola si distingua nettamente rispetto ad altre regioni del Mezzogiorno per l'andamento delle superfici bruciate, l'efficacia nella gestione degli eventi e la trasparenza amministrativa legata al catasto delle aree percorse dal fuoco.
Il rapporto di Legambiente ha registrato, in particolare, meno ettari bruciati nel 2025 e nel primo semestre 2026, pur con un aumento del numero di eventi ma una riduzione delle superfici medie per incendio.
Nel corso del 2025, la superficie complessiva bruciata in Sardegna ha raggiunto i 3.682 ettari, segnando un calo significativo del 33% rispetto ai 5.523 ettari registrati nel 2024. Sebbene il numero degli eventi incendiari sia aumentato da 41 a 65, la superficie media per incendio si è notevolmente ridotta. La Sardegna, insieme al Lazio, è stata l'unica regione a mostrare un andamento inverso rispetto al dato nazionale degli ultimi due anni monitorati, che ha visto le superfici complessive passare da 50.525 a 96.517 ettari.
Questo risultato è attribuito a una gestione degli eventi considerata efficace, nonostante il rapporto sottolinei che il rischio complessivo "non è diminuito".
Catasto, controlli e dati territoriali
Il rapporto di Legambiente pone in risalto anche l'approccio amministrativo della Sardegna. Il sistema regionale del catasto delle aree percorse dal fuoco è interamente pubblicato in formato digitale, facilmente consultabile anno per anno e integrato con i geoportali regionali. Questa caratteristica viene indicata come un modello di riferimento virtuoso in un contesto nazionale dove l'aggiornamento del catasto risulta spesso discontinuo e i livelli di trasparenza non sono uniformi.
Sul piano territoriale, la provincia di Nuoro è l'unica in Sardegna a essere inclusa nella lista delle province con almeno 1.000 ettari bruciati nel 2025, con un dato di 1.027 ettari.
Si colloca all'ultimo posto di una classifica dominata prevalentemente da province siciliane e calabresi. Per quanto riguarda i siti della Rete Natura 2000, la Sardegna ha registrato 954 ettari bruciati nel 2025. Questo valore rappresenta il sesto a livello regionale e si mantiene significativamente distante dai dati di Sicilia (11.652 ettari), Puglia (5.007 ettari), Campania (3.230 ettari), Calabria (2.831 ettari) e Lazio (2.780 ettari).
L'attenzione alle illegalità legate agli incendi evidenzia l'impegno della Sardegna nel contrasto a tali fenomeni. Nel 2025, la regione ha registrato il maggior numero di controlli a livello nazionale, con ben 21.409 verifiche. Questo approccio proattivo si traduce anche in un elevato numero di denunce, arresti e sequestri collegati ai reati incendiari, sottolineando l'efficacia delle azioni intraprese per la prevenzione e la repressione.