L'Università del Salento propone i lecci come soluzione al vuoto ecologico e paesaggistico lasciato dagli ulivi distrutti dalla Xylella fastidiosa. Uno studio, presentato a Bari il 5 settembre 2026, ha analizzato gli impatti della moria degli ulivi nel Salento tra il 2006 e il 2022. La ricerca suggerisce che la piantumazione di lecci nelle zone colpite può aiutare a contenere l'aumento della temperatura del suolo e a ripristinare parte del valore ecologico del paesaggio salentino.

La ricerca, sviluppata nel comune di Nardò, è stata coordinata da Irene Petrosillo, docente di Ecologia presso il dipartimento di Scienze e Tecnologie biologiche e ambientali dell’Università del Salento.

Il lavoro, frutto anche della collaborazione con il National Scientific and Technical Research Council dell’Argentina, è stato pubblicato su Scientific Reports del gruppo Nature. Gli studiosi hanno esaminato le conseguenze della perdita degli ulivi dovuta alla Xylella fastidiosa, mettendo in relazione la variazione della copertura vegetale con la temperatura del suolo.

I dati sul suolo e il ruolo delle leccete

Lo studio rivela che le leccete sono efficaci quanto gli uliveti nel contenere l'aumento della temperatura del suolo, mantenendola entro un grado. Al contrario, nelle zone devastate dalla Xylella fastidiosa, si registra un incremento di 2,4 gradi della temperatura del suolo, con ripercussioni anche sull'aria circostante.

Questo dato è cruciale per la proposta di riforestazione avanzata dal team, che si concentra sulle aree dove la scomparsa degli ulivi ha alterato profondamente il paesaggio.

Sulla base dei risultati, sono stati delineati scenari di riforestazione post-Xylella per il decennio 2023-2032. L'obiettivo primario è ripristinare il funzionamento ecologico del paesaggio salentino e contrastare gli impatti del cambiamento climatico. Irene Petrosillo sottolinea che "una riforestazione mirata può aiutare il territorio ad affrontare il cambiamento climatico". La proposta è concepita come un progetto per il futuro del paesaggio, non come un semplice ritorno al passato.