La Valle d'Aosta si candida a diventare un laboratorio nazionale per la gestione integrata dell'acqua, affrontando le complesse sfide poste dal cambiamento climatico. Questo argomento è stato il fulcro di un convegno organizzato dal Bim a Introd il 18 settembre 2026, che ha visto la partecipazione di amministratori, rappresentanti istituzionali e operatori del settore idrico. Il dibattito ha evidenziato il ruolo del modello valdostano, basato sulla società unica Sev e su una governance diffusa che coinvolge direttamente i sindaci nella gestione di una risorsa che mantiene la sua natura pubblica.
Il sistema idrico regionale valdostano è vasto e articolato, con oltre 2.500 chilometri di rete acquedottistica, più di 500 punti di prelievo e 1.700 chilometri di rete fognaria. Queste cifre delineano la portata operativa di un servizio essenziale, che opera in un contesto alpino con specifiche esigenze di distribuzione, raccolta e continuità dell'approvvigionamento. Durante il convegno, il presidente di Arera, Nicola Dell'Acqua, ha espresso un parere positivo sul modello di gestione in house e sul controllo comunale dell'acqua. Ha sottolineato i benefici riscontrati in termini di bollette, riduzione delle perdite e miglioramento della qualità del servizio nelle aree dove tale assetto è stato implementato.
La governance pubblica e il ruolo dei Comuni
Approfondendo la questione della governance, Nicola Dell'Acqua, presidente di Arera, ha ribadito l'efficacia del modello valdostano, definendo la gestione in house e il controllo comunale come una formula ottimale per il servizio idrico. La sua affermazione, "Una gestione in house e un controllo dei Comuni sulla gestione dell'acqua, che rimane pubblica, è un modello che, secondo me, è perfetto", rimarca la centralità della natura pubblica della risorsa e il ruolo degli enti locali. Dell'Acqua ha inoltre evidenziato l'importanza di proseguire gli investimenti nelle infrastrutture idriche, con un focus sull'approvvigionamento primario dell'acqua.
Al dibattito di Introd ha partecipato anche Anea, l'Associazione degli enti di governo d'ambito, con il presidente Luca Mascolo.
Il modello valdostano è stato descritto come un sistema capace di concentrare competenze all'interno dell'ente di governo, rafforzando la resilienza e l'interconnessione del sistema. L'assessore regionale alle opere pubbliche, territorio e ambiente, Davide Sapinet, ha ricondotto questa impostazione.