A Matera, l'8 settembre 2026, la Cia-Agricoltori Italiani Basilicata ha lanciato un appello per affrontare la presenza della Xylella nel territorio regionale con un approccio scientifico. L'organizzazione ha sollecitato l'assenza di allarmismi e una maggiore collaborazione tra istituzioni, agricoltori e cittadini. L'intervento della Cia segue il recente ritrovamento del batterio in Basilicata e sottolinea la necessità di mantenere alta l'attenzione sul caso individuato nel Materano.

Cosimo Gaudiano, coordinatore della Cia Matera, ha chiarito che il ceppo rilevato appartiene alla sottospecie multiplex, differente da quella associata al disseccamento rapido degli olivi in Puglia.

Gaudiano ha specificato: "Fortunatamente il ceppo ritrovato a Matera sembra appartenere alla sottospecie multiplex, che non è in grado di infettare l'olivo, ma non per questo si deve abbassare la guardia". Questa posizione combina prudenza, controllo e informazione tecnica sul batterio.

L'importanza dell'approccio scientifico

Nel richiamare l'approccio scientifico, Gaudiano ha ricordato il percorso avviato dal 2018 con "Olio Futuro", una serie di incontri pubblici organizzati in Basilicata con Oprol Olivicoltori Lucani. L'iniziativa ha mirato a diffondere informazioni accurate sulla Xylella e sui suoi impatti sull'agricoltura e sul paesaggio. Il messaggio della Cia evidenzia l'importanza dell'informazione per la gestione del batterio e per evitare interpretazioni non basate su dati e competenze tecniche.

Gaudiano ha anche fatto riferimento agli eventi passati nel Salento, relativi alla moria degli olivi, e alle difficoltà incontrate dai ricercatori nel contrasto alla Xylella. Il ruolo della ricerca è indicato come indispensabile per affrontare il batterio. Leonardo Moscaritolo, presidente della Cia Basilicata, ha rivolto un appello alle istituzioni regionali per un'azione congiunta contro questa minaccia per l'agricoltura mediterranea.

Il primo caso nel Materano

Il ritrovamento del batterio riguarda una pianta di mandorlo in contrada Ciccolocane, nell'agro di Matera, vicino al confine con Altamura. La positività è emersa dal monitoraggio dell'Ufficio Fitosanitario regionale, attivo dal 2013 e rafforzato dal 2024 nelle aree di confine con la Puglia.

Le analisi dell'Alsia Metapontum Agrobios sono state confermate dal Crea Difesa e Certificazione di Roma.

A seguito della scoperta, l'assessore Carmine Cicala ha annunciato ulteriori campionamenti, la rimozione della pianta infetta e un rafforzamento dei controlli. Il Collegio dei Periti Agrari di Matera ha espresso preoccupazione e ha sollecitato la Regione Basilicata a istituire una task force operativa regionale, composta da esperti, tecnici e rappresentanti professionali del settore agrario.