Il nuovo Rapporto annuale dell'ASviS dipinge un quadro preoccupante per l'Italia, ancora molto distante dall'attuazione dell'Agenda 2030. L'indice complessivo che sintetizza la performance nazionale rispetto ai 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile è rimasto sostanzialmente fermo nel 2025, con sei Obiettivi che hanno registrato un netto peggioramento rispetto all'anno precedente. L'Italia è a "marcia indietro" sullo sviluppo sostenibile, con la meta del 2030 che si allontana.

Il documento rivela che oltre la metà dei 38 target quantitativi fissati per il 2030 non appare raggiungibile.

La quota dei target non raggiungibili (58%) rimane invariata rispetto all'anno precedente, nonostante gli effetti positivi del Pnrr. Il Rapporto evidenzia un problema di attuazione: molte norme e politiche, soprattutto nei settori ambientale e sociale, sono presenti ma la loro applicazione risulta insufficiente. Il quadro nazionale è caratterizzato da indicatori stabili, arretramenti su diversi Obiettivi e difficoltà nel tradurre gli strumenti disponibili in risultati concreti.

Obiettivi: arretramenti, stabilità e progressi

L'Italia registra un peggioramento rispetto a 15 anni fa per cinque Obiettivi: sconfiggere la povertà, acqua pulita e servizi igienico-sanitari, ridurre le disuguaglianze, vita sulla terra, e pace, giustizia e istituzioni solide.

Altri cinque rimangono sostanzialmente invariati: sconfiggere la fame, salute e benessere, imprese, innovazione e infrastrutture, città e comunità sostenibili, e partnership per gli obiettivi.

I progressi sono limitati in cinque ambiti: istruzione di qualità, parità di genere, energia pulita e accessibile, lavoro dignitoso e crescita economica, e lotta al cambiamento climatico. Un miglioramento più consistente è stato rilevato solo per economia circolare e vita sott'acqua. Complessivamente, tra il 2024 e il 2025, l'analisi dei 17 Goal rivela sei peggioramenti, dieci situazioni di stabilità e un unico miglioramento apprezzabile, riscontrato nel lavoro.

I target quantitativi

Il dato sui 38 target quantitativi è centrale nel Rapporto.

Di questi, 11 target (29%) sono considerati raggiungibili o significativamente avvicinabili entro il 2030. Cinque target presentano andamenti discordanti, mentre i restanti 22 (58%) non risultano raggiungibili entro la scadenza prefissata.