Dalla regione della Ruhr, in Germania, è giunto un appello per la riconversione dell’area dell’ex Ilva di Taranto. A lanciarlo sono stati Luciano Manna di Veraleaks e Carla Luccarelli, madre di Giorgio Di Ponzio, il quindicenne di Taranto scomparso nel 2019 a causa di un sarcoma ai tessuti molli. La loro iniziativa, resa pubblica a Taranto il 5 ottobre 2026, mira a connettere l’esperienza tedesca con le urgenti necessità di bonifica e riconversione industriale del sito tarantino, fortemente segnato dall’impatto ambientale attribuito alla fabbrica, ora nota come Acciaierie d’Italia.
Manna e Luccarelli hanno identificato l’esperienza della Ruhr come un modello di riferimento concreto per un progetto ambizioso. L’intento è quello di costruire una collaborazione sinergica che coinvolga attivamente le istituzioni tedesche e italiane, oltre alle popolazioni locali. Nel loro intervento, gli attivisti hanno espresso la volontà di estendere la partecipazione anche ai cittadini tarantini, invitandoli a prendere parte al percorso avviato durante la visita in Germania. Hanno sintetizzato il significato della loro iniziativa con la frase: “Qui è una realtà, adesso tocca a noi”, sottolineando la concretezza del modello tedesco. La loro posizione si è consolidata durante una tappa in un territorio che, come Taranto, ha una profonda storia industriale, caratterizzata da acciaierie, cokerie ed estrazione del carbone.
L'esempio della Ruhr: bonifica e prospettive per Taranto
La proposta degli attivisti ha trovato ulteriore slancio con la notizia della conferma dello stop degli impianti ex Ilva di Taranto, appresa proprio mentre si trovavano nella Ruhr. Hanno richiamato l’attenzione su un’operazione di bonifica su vasta scala, realizzata oltre vent’anni fa in un’area di circa 800 chilometri quadrati. Questa regione, che ospita più di due milioni di abitanti distribuiti in diciassette città, era stata in passato un fulcro di intense attività industriali. Il programma della loro visita ha incluso tappe significative in località come Duisburg, Hessen, Hattingen e Bochum, luoghi simbolo di una riuscita trasformazione post-industriale.
Un elemento centrale dell’iniziativa è la preparazione di un dettagliato report ambientale sull’impatto della fabbrica ex Ilva Acciaierie d’Italia. Manna e Luccarelli hanno evidenziato che, in caso di chiusura definitiva dello stabilimento, emerge il dovere morale e legale di denunciare coloro che avrebbero fornito al Ministero dati sull’inquinamento, presumibilmente anche per l’anno 2025. Hanno annunciato che una sintesi di questi dati, comunicati da Acciaierie d’Italia al Ministero, sarebbe stata resa nota il giorno successivo alla loro dichiarazione. L’obiettivo finale è chiaro: “Poi torniamo a Taranto e portiamo tutto in Procura”, con l’intenzione di depositare ufficialmente tutta la documentazione raccolta presso la Procura della Repubblica di Taranto.
L'allarme sull'impatto sanitario
Carla Luccarelli ha posto l’accento sull’urgente questione dell’impatto sanitario degli impianti industriali. La sua visita nella Ruhr, un territorio che ha saputo affrontare e superare le sfide ambientali legate alla sua storia industriale, si carica di un significato profondo in relazione alla situazione di Taranto. Luccarelli ha richiamato l’attenzione sull’impatto sanitario degli impianti e ha collegato la visita in Ruhr alle sfide che Taranto è chiamata ad affrontare in termini di salute pubblica.