Il Corpo forestale della Valle d’Aosta ha preso parte a un momento significativo per la storia e la memoria professionale dei forestali italiani. Il comandante Luca Dovigo ha infatti rappresentato la regione a Roma, in occasione dell’inaugurazione del monumento dedicato ai Forestali d’Italia. L’opera, svelata il 14 ottobre 2026 presso il Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, celebra la continuità tra il passato del Corpo forestale dello Stato e il suo attuale assetto, dopo l’assorbimento nell’Arma dei Carabinieri.

Un monumento in pietra che racconta il mestiere

Realizzato in pietra dall’ex operaio forestale Giovanni Martellini, il monumento è un omaggio tangibile alle attività svolte dal Corpo. Attraverso la scultura, Martellini ha voluto richiamare gli strumenti simbolo del lavoro forestale, elementi riconoscibili della professione e della sua radicata presenza sul territorio nazionale.

Tra gli oggetti meticolosamente raffigurati spiccano il cavalletto dendrometrico, il martello forestale e il binocolo. A questi si aggiungono gli scarponi, scelti come emblema dell’attività quotidiana e del profondo legame operativo con boschi, aree montane e tutti gli spazi naturali che i forestali sono chiamati a tutelare.

Il significato istituzionale e il ruolo della Valle d’Aosta

L’inaugurazione del monumento assume un profondo significato istituzionale, evidenziando la continuità tra il passato e il presente del Corpo forestale. L’opera simboleggia il percorso che ha portato alla modifica dell’organizzazione nazionale delle funzioni forestali, mantenendo la centralità del ruolo dei forestali nella tutela e cura del territorio.

In questo contesto, la presenza del comandante Luca Dovigo ha sottolineato il legame tra la dimensione nazionale dell’omaggio e l’esperienza specifica della Valle d’Aosta, che mantiene un proprio Corpo forestale regionale. La partecipazione valdostana all’evento romano ha riaffermato l’importanza della professione forestale a livello locale e nazionale.