Il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin, ha ribadito la centralità del nucleare come scelta strategica per il futuro energetico dell'Italia. Durante il convegno "Il partito italiano, dalla Dc a Berlusconi e Meloni" a Saint Vincent, il 4 ottobre 2026, ha collegato la questione al mix energetico nazionale. Ha delineato l'attuale panorama: 40% da gas, 40% da fonti rinnovabili, e la restante quota da importazioni (prevalentemente nucleare) da Francia e Slovenia. In questo contesto, il ministro ha presentato il nucleare come una scelta irrinunciabile per il futuro del Paese.
I tempi per il ritorno all'energia nucleare
Affrontando il tema delle tempistiche, Pichetto Fratin ha riconosciuto l'obiezione che il nucleare "arriverà fra 15 anni", ma ha sottolineato: "se non cominciamo oggi non arriverà mai". Questo richiamo evidenzia l'urgenza di avviare subito il percorso normativo e amministrativo, chiarendo che il ritorno alla produzione richiederà un impegno costante.
Per concretizzare questa visione, il ministro ha annunciato che i decreti attuativi, essenziali per completare il quadro giuridico, saranno pronti entro la fine dell'anno. Tale scadenza era già stata anticipata il 24 agosto 2026, quando Pichetto Fratin aveva menzionato la preparazione di tali provvedimenti per il ritorno alla produzione di energia da fonte nucleare.
Le precedenti dichiarazioni del ministro
Già al Meeting di Rimini, il 24 agosto 2026, il ministro aveva delineato una prospettiva temporale per il ritorno alla produzione nucleare, indicando la prima metà del prossimo decennio. In quell'occasione, aveva motivato la scelta con la crescente domanda di energia, descrivendo il nucleare come una fonte neutra e decarbonizzata, capace di ristabilire un equilibrio rispetto ai combustibili fossili.
L'intervento a Saint Vincent conferma e riprende gli stessi concetti chiave, sottolineando la coerenza della visione governativa sul futuro energetico del Paese.