A Senigallia, le associazioni Italia Nostra, Confluenze e Gruppo Società Ambiente hanno organizzato un presidio di protesta per sabato 3 ottobre 2026, alle ore 11, presso la pinetina di via Rossini, nell’area dell’ex ponte Garibaldi. La mobilitazione, che si inserisce nel contesto post-alluvione, contesta il progetto del nuovo ponte e l’avvio dei cantieri, chiedendo che l’opera sia sospesa almeno fino alla decisione definitiva del Consiglio di Stato sull’appello.
Il sit-in mira a bloccare l’imminente apertura dei lavori, che prevedono la perimetrazione dell’area, la demolizione di un fabbricato della Federcaccia, la realizzazione delle rampe e la posa della struttura.
Le associazioni evidenziano come criticità l’iter dell’opera, sostenendo la necessità di una nuova valutazione alla luce della variante al Piano d’Assetto Idrogeologico. Contestano inoltre l’assenza del nulla osta paesaggistico e sollecitano la priorità per le vasche di laminazione a monte.
Richiesta di sospensione e l'appello al Consiglio di Stato
I promotori richiamano le oltre 10mila firme raccolte e il procedimento in corso davanti al Consiglio di Stato. A seguito di una diffida, Commissario straordinario e Sindaco hanno comunicato un blocco dei lavori fino al 15 ottobre 2026, data legata alla discussione sulla sospensiva richiesta nel ricorso in appello contro la sentenza del Tar Marche. Le associazioni ritengono insufficiente tale termine e insistono per attendere la decisione definitiva sull’appello.
La richiesta di stop è formulata in relazione alla sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale per le Marche dello scorso maggio. La posizione è di attendere almeno fino alla decisione del Consiglio di Stato sull’appello, finalizzato all’annullamento o alla riforma della decisione del Tar. I promotori hanno dichiarato: “Commissario straordinario e Sindaco, dopo la nostra diffida, hanno fatto sapere che bloccheranno tutto fino al 15 ottobre, in attesa della discussione sulla sospensiva al Consiglio di Stato”.