La sessione plenaria del Comitato europeo delle Regioni, riunitasi a Bruxelles, ha approvato all’unanimità un importante parere istituzionale. Il documento si concentra sul “Riesame dell’attuazione delle politiche ambientali” e sulla necessaria semplificazione delle direttive dell’Unione europea in materia. Questo testo rappresenta la posizione ufficiale delle regioni e delle città dell’Unione riguardo all’applicazione delle politiche connesse al Green Deal europeo.

La stesura di questo parere è stata guidata dalla presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, che ha ricoperto il ruolo di relatrice generale.

Al suo fianco, l’assessore regionale all’Ambiente, Thomas De Luca, ha fornito un supporto essenziale come esperto, evidenziando il contributo significativo dell’Umbria a livello europeo.

Il cuore del documento pone l’accento sull’attuazione concreta delle normative ambientali europee, analizzando in profondità il rapporto tra i costi derivanti dalla loro mancata applicazione e gli investimenti indispensabili per colmare tali lacune. La Regione Umbria ha fornito una stima rilevante: si calcolano almeno 180 miliardi di euro l’anno in Europa per i costi economici e sociali associati alla non conformità con le norme ambientali. In contrasto, gli investimenti necessari per sanare queste carenze attuative sono quantificati in 122 miliardi di euro l’anno.

Il parere sottolinea con forza che gli interventi volti alla tutela ambientale non sono solo un obbligo, ma generano concreti benefici e significativi risparmi futuri per l’intera collettività europea.

Il percorso di elaborazione del parere

Il testo, ora approvato in sessione plenaria, è il risultato di un intenso lavoro svolto in precedenza dalla commissione Ambiente, cambiamenti climatici ed energia del Comitato europeo delle Regioni. Il progetto di parere aveva già ricevuto un’adozione unanime il 18 giugno 2026, durante una riunione tenutasi nella città di Assisi, in Umbria. In quella fase preliminare, il documento era stato presentato come una chiara raccomandazione da parte delle città e delle regioni europee, mirata a ridurre il divario esistente tra gli ambiziosi obiettivi ambientali fissati dall’Unione e la loro effettiva applicazione sui territori locali.

Durante il percorso preparatorio, il documento ha evidenziato la stringente necessità di un sostegno finanziario e amministrativo più mirato e consistente per le città e le regioni. Ha inoltre collegato strettamente l’efficace attuazione delle politiche ambientali alla disponibilità di strumenti operativi adeguati, informazioni facilmente accessibili, assistenza tecnica qualificata e risorse finanziarie sufficienti. La linea guida del parere riesce a coniugare l’esigenza di una semplificazione amministrativa con l’irrinunciabile mantenimento degli elevati standard di protezione ambientale, sanitaria e territoriale, garantendo che la semplificazione non comprometta la salvaguardia.

Il ruolo delle regioni e delle città nel Green Deal

Il Comitato europeo delle Regioni, in quanto assemblea che riunisce i rappresentanti degli enti regionali e locali, ha svolto un ruolo cruciale nella definizione di questa posizione. L'approvazione del parere rafforza la voce dei territori nell'implementazione delle politiche del Green Deal. Il documento, infatti, enfatizza l'importanza di un coinvolgimento attivo e di un supporto concreto a questi livelli di governo per assicurare che le strategie ambientali europee siano efficaci e rispondano alle specificità locali.