Per milioni di italiani è arrivato il momento di compilare il proprio modulo 730 (termine per la consegna il prossimo 16 maggio). Qui vogliamo affrontare la questione delle detrazioni scolastiche. Di norma, infatti, le famiglie spendono centinaia di euro per aderire alle proposte formative delle scuole come gite e per acquistare i libri di testo. Ma tutto questo può essere detratto?
Solitamente, le Agenzie delle Entrate considerano tali spese come un corrispettivo di una prestazione e perciò non detraibili. Il Ministero dell'Istruzione è intervenuto a riguardo e, in particolar modo, ha dichiarato che le spese sostenute per gite e viaggi debbono ritenersi oneri per conto delle famiglie, vale a dire: niente detrazione.
Tutto ciò non manca di far discutere perché sembra che si vada a cavillare su una questione che è già spinosa di per sè: le spese scolastiche devono essere considerate servizio necessario o costi extra a carico dei rispettivi nuclei familiari?
In realtà gli istituti scolastici potrebbero, già dal 2013, venire incontro alle esigenze di detrazione delle famiglie; il Consiglio d'istituto di ogni scuola, infatti, dovrebbe individuare la cifra esatta complessiva da versare per l'anno a venire e con tali fondi raccolti far fronte a tutte le spese inerenti libri, viaggi e quant'altro. In questo modo sarebbero considerati soldi dati direttamente alll'Ente-scuola e a un servizio e quindi risulterebbero detraibili.
Il problema è accordarsi e con le divisioni esistenti all'interno delle scuole tra genitori, presidi, docenti e comitati si può dire che quest'opportunità non venga praticamente mai sfruttata.
Ricordiamo che, per coltivare la speranza di detrarre alcune spese scolastiche bisogna essere almeno in possesso di carte a testimonianza di versamenti bancari tracciabili a favore di scuole statali o paritarie che annoverino come causale voci quali: "contributo volontario", "iscrizione", "ampliamento dell'offerta formativa" o "innovazione tecnologica".