Per diventare parlamentari, il Pd e il Pdl chiedono un gettone d'ingresso ai loro primi 6 candidati nella lista al Senato e per i primi 9 nellalista della Camera, come fosse un pegno , rimborsabile a spese deicontribuenti, attraverso il loro stipendio. Il Pdl chiede 25 mila euro, cash e in forma anticipata, il Pd chiede 35 mila euro con possibilitàdi rateizzazione, attraverso unadetrazione dallo stipendio di deputato a favore del partito.
Gli aspirantionorevoli non ne fanno un dramma, lo chiamano "Contributo alla campagna elettorale". Carlo Giovanardi, candidato al Senato, con un seggio sicuro, parlamentare da 21 anni, ha dichiaratoin merito che: "Ciascuno di noi versa la stessa cifra, poi ovviamente se nonvieni eletto ti viene restituito fino all'ultimo centesimo.
FilippoBerselli, coordinatore del Pdl inEmilia Romagna e senatore da 30 anni, eletto con Msi, ha dichiarato: "Paga solochi si trova in cima alla lista e che quindi ha buone chance di essere eletto,sicuramente non quelli in seconda fascia" e spiega: "Non vuol dire pagarsi il posto, ma fare uninvestimento, che, se si tiene conto degli stipendi da parlamentari, non è poi così elevato. In fondo, prima del Porcellum, quando c'era ancora il sistema con le preferenze,ognuno per guadagnarsi i voti doveva tirare fuori i soldi per spot, cartoline, santini,cartelloni e manifesti, andando a sborsaremolto di più. Per questo oggi pagano tutti con il sorriso sulle labbra". E senon dispongono subito di quella cifra?
"Se la fanno prestare. Ne troveranno abizzeffe di finanziatori. La pratica è stata introdotta nel 2006, non ci sonomai stati problemi".
Andrea De Maria,candidato alla Camera con il Pd, hadichiarato che questo è un sistema diventato ormai tradizione: "Diamo una mano al partito dai tempi del Pci. Quiin Emilia Romagna la somma richiesta è 35mila euro, da versare nei cinque annidi legislatura con un prelievodalle indennità da parlamentari. Non c'è niente di male".
Ancheper la Lega Nord i contributi sono a rate, Nadia Dagrada, ex segretaria di Umberto Bossi ha dichiarato che èdal 2000 che il Consiglio Federale del Carroccio obbliga i candidati a pagarsiil seggio in Parlamento, firmando un'impegnativa davanti al notaio, con unaccordo che prevede una detrazione di 2000 euro al mese alla prima elezione, e2400 euro alla seconda, per tutti i 60 mesi di legislatura