Boccata d’ossigeno per la squadra rossonera che incamera 3 punti preziosi per poter perlomeno guardare la classifica trovandosi nella parte sinistra.

Partita a ritmi bassi con il Milan che ha faticato all’inizio a creare gioco; ci ha pensato quindi nuovamente l’ex “trequartista” di scorta diventato prima scelta Walter Birsa ad inventarsi al minuto 24 un bellissimo tiro a giro da fuori area all’incrocio dei pali che non ha lasciato scampo a Kelava.

Per il resto della partita ordinaria amministrazione con i rossoneri attenti a non lasciare spazi e con l’Udinese (la peggiore degli ultimi anni) assolutamente incolore e senza spunti offensivi degni di nota.

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Solo Di Natale spaventa Gabriel (buon sostituto di Abbiati infortunato) al minuto 19 del secondo tempo con una punizione che il portiere respinge sulla traversa.

L’Udinese per il resto della partita non si è mai affacciata nell’area avversaria e se Guidolin non riuscirà ad integrare Muriel (entrato solo nel secondo tempo) con il resto della squadra, sarà difficile ambire ad un obiettivo che non sia la salvezza.

Il Milan ha controllato la partita senza però avere la forza di chiuderla salvo uno spunto personale di Poli respinto dal portiere dell’Udinese; l’unico brivido oltre al gol l’ha regalato l’ingresso di Kakà dopo 1061 giorni lontano da San Siro.

Il figliol prodigo brasiliano è stato salutato da una vera ovazione e nei 15 minuti di gioco trascorsi in campo ha dimostrato la solita sapienza di palleggio e voglia di tornare ad essere protagonista; in questo Milan così mediocre tecnicamente può essere la luce che i tifosi attendono con ansia.

Per il resto buon esordio del già citato Gabriel (preciso nelle uscite) e di Silvestre che è stato sempre lucido ed attento soprattutto di testa. Ancora da dimenticare la prestazione di Matri, che ha corso sempre a vuoto e non ha mai tirato in porta, e di Niang che è riuscito nell’impresa di farlo rimpiangere quando l’ha sostituito.

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