Che il calcio italiano sia economicamente in affanno, è sotto gli occhi di tutti. I tempi in cui le grandi squadre si accaparravano i "pezzi da 90" sono ormai lontani, fermi a una decina di anni fa. Ormai ci dobbiamo accontentare di giocatori magari di grosso calibro, ma che arrivano qui già al tramonto della propria carriera. O che accettano il calcio italiano perché non trovano più spazio nella società in cui stanno, vuoi per motivi tecnici, vuoi per motivi disciplinari.

O ancora, ingaggiamo giocatori semi-sconosciuti o giovani dalle belle speranze; purché costino poco. Certo, talvolta facciamo anche ottimi affari, ma ormai è indubbio che il nostro campionato abbia perso appeal rispetto a quello inglese, spagnolo, perfino tedesco o francese. Un tempo considerati una spanna, o due, sotto.

Alla pochezza tecnica del nostro comparto giocatori, si aggiunge la necessità per alcune società di vendersi a magnati stranieri, completamente o in parte.

E' già successo alla Roma, finita in mano americane, e all'Inter, in mano indonesiane. E ora il pericolo si paventa per l'altra squadra milanese blasonata, il Milan. In realtà, già qualche voce in tal senso si era levata qualche mese fa. Si era parlato di un'offerta da parte dello sceicco Sheikh Ahmed Bin Saaed Al Maktoum, di circa 400 milioni per acquistare il 40% della società rossonera. Voce alimentata dal fatto che uno degli sponsor del Milan sia la compagnia aerea araba Fly Emirats.

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Milan Silvio Berlusconi

Ma ora l'Agenzia economica Bloomberg ritorna sull'argomento.

Secondo l'Agenzia, la banca d'affari Lazard ha inviato un documento a potenziali compratori indicando anche un prezzo di una delle due squadre più titolate in assoluto a livello mondiale: 945 milioni di dollari pari a circa 690 milioni di euro.

I potenziali acquirenti preferiscono restare nell'anonimato, per ovvie tattiche affaristiche.

Ci sarebbe il solito mondo degli sceicchi, ma anche magnati di Hong Kong, grazie alla potente quotazione in Borsa locale; per non parlare delle le tante amicizie russe di Berlusconi, specie con il colosso del Gas Gazprom.

Ci sarebbe però un grosso ostacolo: la mancanza di uno stadio di proprietà. Il quale potrebbe diventare una sorta di calamita per attirare nuovi soci.

Comunque, il gruppo Fininvest ha già smentito il tutto.

Come dice la stessa Bloomberg. Forse per far proseguire la trattativa in modo tranquillo e spedito. Del resto, è indubbio che la società rossonera soffra di problemi di liquidità. Pertanto, una scelta in tal senso sarebbe quasi perfino obbligata.

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