Tra le curiosità dei Mondiali, a pochi giorni dall'esordio, c'è anche una vicenda familiare: il grande rimpianto rossonero, il centrocampista Kevin-Prince Boateng, ora in forza allo Schalke 04, e il difensore del Bayern Monaco, Jérôme Boateng, sono fratelli, ma il prossimo 21 giugno giocheranno 'contro' durante la fase eliminatoria.

Era già successo quattro anni fa, il 23 giugno, durante i Mondiali in Sudafrica: allora i rapporti fra i due erano tesi, non si parlavano più dopo che Jérôme, più piccolo di diciotto mesi, aveva usato parole dure contro il fratello maggiore, in seguito al fallo commesso da quest'ultimo ai danni di Michael Ballack.

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"Dovrebbero cacciarlo", aveva detto e Kevin-Prince si era piccato.

Del resto, i due sono fratelli, ma solo per parte di padre: Prince, il genitore in comune, emigrato ghanese a Berlino, ha lasciato la madre di Kevin-Prince, Christine Rahn (nipote di Helmut, il centravanti della Germania Ovest che segnò la doppietta nella finale dei Campionati del mondo del 1954, contro l'Ungheria), ad appena pochi mesi dalla nascita del figlio, per legarsi a Martina, anche lei tedesca, da cui ha avuto Jérôme.

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I due fratelli sono da sempre vissuti in contesti diversi: il maggiore nel quartiere dormitorio di Wedding, con un alto tasso d'immigrazione e di criminalità, Jérôme nel più benestante quartiere di Wilmersdorf.

Alla rivista francese So foot, nel 2012, Kevin-Prince aveva raccontato che dove ha vissuto da piccolo "c'era molta criminalità, spacciatori che vendevano droga, ho visto davanti a me che sparavano a un tipo", aggiungendo che, in ogni caso, non aveva avuto un'infanzia infelice: "in molti, quando vivono nel bisogno, diventano aggressivi perché pensano di non meritare la realtà che vivono.

Ho tanti amici che sono finiti in prigione o sono stati accoltellati. Il miglior esempio è quello di mio fratello più grande [Robert, ex attaccante del Ghana, N. d. R.] che poteva diventare calciatore e che ha sprecato tutto. È stata la mia fortuna perché così ho trasformato il mio rancore in qualcosa di positivo e ne sono fiero".

Infanzie differenti che si riflettono in temperamenti e stili di gioco diversi: Jérôme è disciplinato e sobrio, un difensore ordinato, Kevin è irruente, dotato del carisma speciale del trascinatore.

Quattro anni fa scelse il Ghana, il suo lato africano. Ma non è pentito: "Io ho preferito accettare la proposta di giocare con il Ghana, rifiutando la maglia tedesca; Jérôme, invece, è rimasto fedele alla Germania. Ma se tornassi indietro, rifarei quella scelta".

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