Dopo 122' di gioco scende il sipario su Porto Alegre dopo l'emozionantissimo match tra Germania e Algeria. Sulla carta sembrava una partita scontata, il pronostico tendeva tutto a favore dei tedeschi. Gli uomini di Halilhodzic, alla loro prima storica qualificazione a un ottavo di un mondiale, hanno dimostrato però che nel calcio non conta essere solo il più forte per essere favorito. Seppur la partita sia stata portata a casa dai tedeschi per un punteggio di 2 a 1, ci sono voluti i supplementari per conoscere il vincitore.

Muro verde: L'Algeria arriva a questa partita senza pretese. Ci sono molte novità nella formazione iniziale rispetto a quella vista nelle partite precedenti. E' un classico del ct algerino questo continuo cambio di formazione, per avere la possibilità di utilizzare più tattiche. In questa partita Halilhodzic sceglie di mettere in campo un 5 4 1 ultra difensivo. Un muro verde in campo. Per 90 minuti funziona benissimo, seppur qualche crepa dovuta però alla stanchezza e al venir meno di un po' di concentrazione.

La Germania per tutti i minuti regolamentari prova a sfondare ma non riesce. Ha bisogno di soluzioni dalla distanza che vengono tutte prontamente respinte da un ottimo Rais. L'Algeria, invece, a sorpresa fa meglio dei suoi rivali. Difende e riparte, e quando riparte mette brividi alla difesa tedesca tant'è che Neuer deve uscire in continuazione dalla propria area per poter rimediare alle noncuranze difensive.

Impossibilità di inventiva: la Germania fa possesso ma non riesce ad abbattere il muro. E' costretta più volte a ritornare indietro da Neuer. I passaggi lunghi riescono poco. Gli algerini pressano bene, infatti il centrocampo tedesco non ha proprio tempo per ragionare; gli attaccanti fanno poco movimento, impossibilitati. Partita preparata benissimo dall'Algeria che riesce a mantenere in questo modo il risultato fisso sullo 0 a 0 per tutti i 90'.

Supplementari: Dopo 90' di equilibrio e dove la stanchezza comincia a farsi sentire, i supplementari sembrano non aver nulla da dire. Invece cambia tutto. Passa un minuto e la Germania approfitta di un errore di impostazione algerino: percussione da sinistra iniziata da Howedes e conclusasi con Muller che mette in mezzo il pallone dove pesca Schurrle che con uno splendido colpo di tacco la mette dentro.

1 a 0 Germania e cala il silenzio tra i tifosi algerini. La stanchezza si sente, passano i minuti tra primo e secondo supplementare ma il risultato non cambia. I giocatori sono distrutti; la Germania rallenta il ritmo; L'Algeria non ha più forze per poter spingersi in avanti. Al 119' arriva il sigillo finale sulla partita: Ozil sfrutta un tiro di Schurrle deviato e con un gran sinistro la mette dentro.

Sembra essere l'ultima emozione della gara ma due minuti dopo, nel recupero, si accende una flebile luce di speranza per gli arabi con il gol di Djabou. Ma questo serve a poco, 30 secondi dopo l'arbitro con il triplice fischio pone fine alla partita: la Germania passa il turno e sfiderà la Francia al Maracanà.

Grande cuore e grande emozione quella che sono riusciti a trasmettere i giocatori dell'Algeria. Queste partite insegnano come nel calcio tutto non può essere dato per scontato; non servono grandi nomi ma serve il cuore per affrontare queste competizioni a livello internazionale. E' il gruppo che conta non il singolo. Oggi abbiamo visto un Davide contro Golia, e seppur abbia vinto Golia, le gambe gli hanno tremato fino al 122'.

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