Il Napoli di Rafa Benitez ha rialzato la testa, ora è ufficiale: dopo la vittoria di misura contro il Sassuolo e il convincente 0-2 con lo Slovan Bratislava di giovedì, ieri sera al San Paolo, avversario il Toro di Ventura, è arrivato il terzo successo stagionale in campionato. Chi vedeva un Benitez sottotono, e di conseguenza una squadra in completa difficoltà, è stato prontamente smentito: vero, gli avversari affrontati in queste ultime tre partite non erano (e non sono) di riconosciuta caratura internazionale, ma lo spirito e l'unione d'intenti sembrano tornati quelli della passata stagione; il tecnico spagnolo ha, come si usa dire, tenuto botta e scacciato i gufi che lo vedevano già in bilico mantenendo una calma che definire olimpica sembra troppo poco.

Gli azzurri, in ogni caso, anche ieri hanno dovuto far fronte ad una serie di difficoltà non certo da poco, e l'essere passati subito in svantaggio (splendido gol dell'ex Quagliarella) contro l'ottimo Torino di Ventura poteva complicare inesorabilmente i piani di Benitez: la reazione invece è stata da grande squadra, ma ci sono voluti pali e altre diverse occasioni da gol prima di raggiungere il meritato pareggio (gol di testa di Insigne); a completare la rimonta è arrivato poi il destro sporco di Callejon che ha beffato l'incolpevole Gillet e regalato a Benitez una vittoria di fondamentale importanza.

Fondamentale perché ora c'è la sosta e si può ripartite dal match contro l'Inter (domenica 19 ottobre alle 20,45) con rinnovata fiducia: in questo momento i punti di distanza dalla Juventus capolista sono 8 e il campionato, dopo sole 6 giornate, è tutt'altro che finito.

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A margine di questo momento positivo, due aspetti da non sottovalutare e il primo, relativo a Lorenzo Insigne, è decisamente positivo: l'attaccante partenopeo, aspramente (e ingiustamente) criticato da pubblico e stampa, ha ritrovato il gol al momento opportuno dimostrando carattere e personalità, ma soprattutto offrendo una prova di ottimo livello. Il secondo riguarda Higuain: il mal di gol del quale sembra soffrire l'argentino (almeno in campionato) ha dell'inspiegabile; vero che si danna l'anima per la squadra e lavora molto in fase di non possesso, ma da uno con le sue qualità è lecito aspettarsi di più. La sosta farà bene anche a lui.