Una nuova bufera sta per abbattersi sul calcio italiano. Nelle prime ore del mattino di martedì 23 giugno, la polizia ha provveduto ad eseguire ben sette ordinanze di custodia cautelare per i dirigenti del Catania calcio. L'accusa sarebbe quella di aver comprato alcune partite del campionato di Serie B, per evitare che la squadra, che navigava in cattive acque, potesse restare ancorata alle zone basse della classifica e, di conseguenza, che si arrivasse ad una dolorosa retrocessione in Lega Pro.

Arresti domiciliari per il presidente Antonino Pulvirenti

Tra le persone finite in manette c'è anche Antonino Pulvirenti, presidente del Catania, entrato nella storia per aver portato il club in Serie A e, soprattutto, per aver permesso alla squadra etnea di giocare alcune stagioni ad alto livello nel massimo campionato italiano. Adesso, però, se le accuse dovessero essere confermate, Pulvirenti rischia di macchiare in modo indelebile la sua storia come massimo dirigente del Catania.

Il presidente, insieme al suo vice Pablo Cosentino e all'ex direttore sportivo Daniele Delli Carri, sono detenuti agli arresti domiciliari con le accuse di truffa e frode sportiva.

Dalle prime indagini effettuate dalla Direzione distrettuale antimafia, risulta che i dirigenti del Catania, con la collaborazione dei procuratori Giovanni Impellizzeri, Fabrizio Milozzi, Piero Di Luzio e Fernando Arbotti, anche loro raggiunti da ordinanza di custodia cautelare, avrebbero contattato i dirigenti di alcune squadre avversarie, concordando delle vittorie a tavolino dietro il pagamento di somme in denaro.

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Serie B

In questo modo, Pulvirenti e i suoi collaboratori si sarebbero assicurati quei punti necessari alla squadra etnea per restare nel campionato cadetto ed evitare di finire in Lega Pro, dopo la retrocessione dalla Serie A alla Serie B. Se le accuse a carico dei dirigenti del Catania dovessero essere confermate, per il calcio italiano sarebbe l'ennesimo scandalo. Del resto, questa terribile notizia giunge a poche ore da quella inerente il fallimento del Parma che, rimasto senza acquirenti, dovrà ripartire dalla Serie D. Prepariamoci all'ennesima estate "bollente" per il nostro calcio.

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