Non era certamente tra le avversarie ideali, anche se ormai da anni non è più una potenza calcistica e, per giunta, da due anni è priva del suo grande fuoriclasse. Ma il grande merito della Svezia nelle qualificazioni Mondiali appena terminate è stato proprio quello di sopperire senza alcun patema all'assenza di Zlatan Ibrahimovic. Il CT, Jan Andersson, ha fatto di necessità virtù puntando sulla forza del collettivo. Nel sorteggio di Zurigo, pertanto, l'Italia pesca la formazione scandinava, una squadra solida, forte fisicamente e ben disciplinata dal punto di vista tattico.

Ha dimostrato di possedere buone doti offensive, anche se nel computo dei 26 gol messi a segno nelle qualificazioni pesa certamente la goleada contro il Lussemburgo (8-0), ma possiede anche un'ottima difesa che nella fase ai gironi ha incassato soltanto 9 reti. Ha ottenuto il passaggio ai play off in un girone che comprendeva Francia ed Olanda, in scia ai transalpini e davanti agli orange per differenza reti. Storicamente, proprio per la sua straordinaria fisicità, la Nazionale svedese ci ha sempre reso la vita difficile. Per passare il turno, dunque, ci vorrà ben altra Italia rispetto a quella scialba vista nelle ultime due uscite contro Macedonia ed Albania. La parola passa adesso al campo ed il verdetto sarà senza appello: il match d'andata è in programma in terra scandinava, mentre il ritorno si disputerà a Milano (o Palermo).

Le altre sfide dei play off sono, invece, Irlanda del Nord-Svizzera, Croazia-Grecia e Damimarca-Irlanda. Le gare d'andata si terranno il 9-10-11 novembre, ritorno il 12-13-14 novembre. Le date precise devono ancora essere scelte dall'UEFA.

Un collettivo solido e ben organizzato

Non ci sono individualità eccelse nella Svezia di Andersson, ma certamente tanti buoni giocatori: il CT ha attinto a piene mani da quell'Under 21 che nel 2015 ha vinto il titolo europeo di categoria.

Il cammino degli scandinavi nel girone di qualificazioni alla fase finale della Coppa del Mondo lo dimostra ampiamente, i gialloblu sono stati in corsa per il primo posto fino all'ultima giornata e l'accesso ai play off era praticamente in cassaforte graze ad una differenza reti oceanica nei confronti di quella che è stata una deludentissima Olanda, chiaramente alla fine di un ciclo.

Un ciclo che, al contrario, gli svedesi intendono riaprire tornando alla fase finale della Coppa del Mondo dopo 12 anni dall'ultima partecipazione datata 2006. L'erede di Ibra dal punto di vista realizzativo è stato Marcus Berg che nella fase a gironi ha messo a segno 8 gol. L'ex attaccante di Amburgo e Panathinaikos milita attualmente nel ricchissimo campionato degli Emirati Arabi, nelle file dell'Al-Ain. Elementi di spicco della truppa svedese sono inoltre il difensore Victor Lindelof, ex Benfica passato la scorsa estate al Manchester United, ed il talentuoso centrocampista Emil Forsberg che milita nel Lipsia, in Germania. Ci sono poi giocatori piuttosto conosciuti in Italia, come l'ex juventino Ekdal e l'ex genoano Granqvist, senza contare Hiljemark attualmente in forza al Panathinakos, ma il cui cartellino è di proprietà del Genoa.

Giocano tutt'ora nelle serie A italiana Krafth ed Helander (Bologna) e Rohden (Crotone). Il modulo adottato da Jan Andersson è un 4-4-2 piuttosto classico.

I precedenti con l'Italia

Sarà la prima volta che Svezia ed Italia si affrontano per le qualificazioni ad un Campionato del Mondo, ci sono però due precedenti nella fase finale. Il primo non è certamente un bel ricordo per gli azzurri: la Svezia ci sconfisse 3-2 in Brasile nel 1950, eliminandoci dalla competizione: era una grande Nazionale con elementi del calibro di Jeppson e Skoglund. Il secondo precedente iridato fu nella kermesse messicana del 1970, l'Italia vinse 1-0 con un gol di Domenghini che si sarebbe rivelato prezioso per il passaggio ai quarti di finale.

Ci sono poi parecchie sfide nell'ambito delle qualificazioni al Campionato europeo (1971, 1983, 1987) ed alla fase finale dello stesso (2000, 2004 e 2016). L'ultimo precedente è, appunto, nell'ultima edizione degli Europei in Francia a giugno dello scorso anno, quando l'Italia di Conte vinse 1-0 grazie al gol di Eder. L'ultimo successo svedese è invece del 1998, un'amichevole giocata a Goteborg e terminata 1-0, match-point di Kennet Andersson. Complessivamente, contando anche le amichevoli, le sfide tra Italia e Svezia sono 23 con 11 vittorie italiane, 6 successi scandinavi e 6 pareggi.

La Svezia ai Mondiali

Delle formazioni non teste di serie impegnate nei play off europei di qualificazioni ai Mondiali, la Svezia è certamente la nazionale di maggior prestigio.

Sono undici le edizioni della Coppa del Mondo che hanno visto al via gli scandinavi ed il miglior piazzamento è il secondo posto del 1958, nel Mondiale casalingo in cui Liedholm e compagni si arresero soltanto in finale al cospetto del Brasile di Pelé. La Svezia è poi giunta altre due volte tra le prime quattro squadre del mondo, classificandosi terza nel 1950 e 1994.

Italia: cuore oltre l'ostacolo

La Svezia è una squadra ostica, ma certamente non insuperabile. Si gioca la possibilità di accedere ad un Mondiale dopo 12 anni e le motivazioni contano molto in queste gare da 'dentro o fuori'. L'Italia è certamente favorita, ma servirà ben altra Italia rispetto a quella vista contro Macedonia ed Albania.

Abbiamo impietosamente bollato il gruppo di Giampiero Ventura come una Nazionale senza talento e, nel confronto con altre Nazionali del passato, effettivamente di talento puro è rimasto ben poco rispetto alla grande tradizione del nostro calcio. Non siamo molto ottimisti circa la possibilità di andare lontano l'anno prossimo in Russia, ma con tutto il rispetto per la Svezia questo doppio turno di play off va superato senza patemi. Sebbene sia forse la Nazionale italiana meno dotata dell'ultimo mezzo secolo, si tratta pur sempre di una squadra più forte dell'animosa truppa scandinava e, pertanto, bisogna giocare con umiltà, ma consapevolezza dei propri mezzi e gettare il cuore oltre l'ostacolo, perché la mancata qualificazione ai Mondiali sarebbe gravissima per l'immagine del nostro calcio nel mondo.

Dunque, sebbene le stelle siano ben lontane dai colori azzurri, abbiamo quantomeno il dovere di evitare le stalle.