"Personalmente sono andato a chiudere Dani Olmo e Szoboszlai ma mi hanno detto di no": a svelare il retroscena di mercato a proposito del Milan è stato Zvonimir Boban, che in un'intervista rilasciata al canale YouTube Milan Hello di Andrea Longoni ha parlato della società rossonera e di alcune delle dinamiche di funzionamento del club risalenti a quando era parte della dirigenza.

Boban è stato in carica per appena 9 mesi, dal giugno 2019 al marzo 2020.

Boban: 'Dani Olmo e Szoboszlai erano fatti ma mi dissero di no'

"Personalmente sono andato a chiudere Dani Olmo.

Non hanno voluto farlo, era gennaio 2020 - ha dichiarato Boban - Era tutto accordato, si doveva magari alzare qualcosa, ma era un affare da 18 più 2. Avevamo preso anche Szoboszlai, era tutto accordato: 20 milioni della clausola col Salisburgo. Due operazioni che avremmo concluso con le cessioni di Piatek e Suso. Anche lì negato e mi son detto: 'Ma che roba è?".

Due grandi rimpianti dunque per il Milan: Olmo è oggi protagonista nel Barcellona, Szoboszlai nel Liverpool.

Ibrahimovic e Kjaer colpi decisivi

Nonostante le tensioni e i mancati colpi, nel corso dell'intervista Boban ha però rivendicato con orgoglio l’intuizione che portò in rossonero due figure come Zlatan Ibrahimovic e Simon Kjaer, che si riveleranno poi decisive per lo scudetto vinto nel 2021-22: "Arrivo, mi rendo conto che la squadra va cambiata tutta e di fatto in sei mesi abbiamo cambiato 13 giocatori.

Non eravamo completi e i ragazzi non potevano crescere da soli e infatti a gennaio prendiamo Kjaer e Ibrahimovic, due innesti fondamentali per tutto il viaggio verso lo Scudetto. Senza quei due, soprattutto senza Zlatan, nulla sarebbe stato creato di quel Milan che va verso lo Scudetto e anche verso un'identità. Che Pioli, pur con tante cose sulle quali non ero d'accordo, è riuscito a inculcare".

Tonali: 'Con Paolo Maldini, mai sarebbe partito'

Uno dei momenti più toccanti dell'intervento di Boban è stato infine quello connesso alla cessione di Sandro Tonali al Newcastle, avvenuta nell’estate 2023 per 70 milioni di euro circa: "Paolo Maldini non l'avrebbe mai lasciato andare. Siamo davanti a 70 milioni di differenza, non so quanti nello specifico.

Tanti soldi ma che non dovevano mai venire al Milan perché Tonali non doveva andare via dal Milan. Perché il ragazzo è milanista e disse di no pure ad Inter e Juventus".

Una Coppa Italia da vincere e un futuro societario ancora tutto da scrivere

Se quello di cui ha parlato Boban è il passato, il presente del Milan fa rima con Coppa Italia.

Domani è infatti in programma la gara tra i rossoneri e il Bologna [VIDEO] che mette in palio la Coppa. In caso di successo, il Milan si assicurerebbe il secondo trofeo della propria annata, dopo la Supercoppa Italiana messa in bacheca a gennaio 2025 grazie alla vittoria in finale ai danni dell'Inter.

In campionato invece, i rossoneri hanno ancora una timida speranza di qualificarsi alla prossima Champions League: hanno 60 punti in classifica a meno 4 dalla Juventus quarta, e con 6 punti ancora a disposizione sono chiamati a battere la Roma e a sperare in contemporanea che i bianconeri perdano in casa contro l'Udinese.

Fin qui il campo, fuori invece la società è ancora alla ricerca di quello che sarà il nuovo direttore sportivo. Subito dopo sarà il turno dell'allenatore, col club che sarà chiamato a decidere se confermare Conceicao oppure cambiare ancora tecnico.