La situazione in casa Juventus si complica ulteriormente in vista della delicata sfida di campionato contro la Fiorentina. Nella giornata odierna è arrivata un’altra tegola per Luciano Spalletti: Daniele Rugani ha infatti alzato bandiera bianca a causa di una lesione di basso grado al soleo. L’infortunio, che terrà ai box il difensore toscano per almeno tre settimane, riduce drasticamente le opzioni a disposizione del tecnico bianconero per la trasferta del Franchi.
Juventus, l'emergenza in difesa si fa preoccupante per Spalletti
Un problema non di poco conto, soprattutto considerando le assenze già pesanti nel reparto arretrato.
Spalletti deve infatti fare a meno di Gleison Bremer, ancora alle prese con la lesione al menisco che lo tiene lontano dai campi da diverse settimane, di Cabal, fermato da un problema alla coscia, e di Kelly, che continua a lavorare a parte per un fastidio alla schiena. Una lunga lista di indisponibili che mette in seria difficoltà i piani tattici del tecnico toscano.
Alla luce di un’emergenza così ampia, il cambio di modulo che starebbe valutando Spalletti ormai da diversi giorni, appare come una soluzione funzionale per snellire il reparto difensivo e limitare i rischi. L’opzione più probabile, ad oggi, è il 4-3-3, schema che permetterebbe di rinunciare a un centrale e di ridurre al minimo gli adattamenti forzati.
Le scelte, però, restano quasi obbligate: sulle corsie Cambiaso dovrebbe agire sulla destra, con Kostic schierato a sinistra, mentre al centro la coppia composta da Gatti e Kalulu rappresenta l’unica soluzione naturale rimasta a disposizione. Resta da capire se Kelly riuscirà a recuperare per la trasferta del Franchi, anche se l'inglese è appunto reduce da un problema che potrebbe spingere la Juventus e Spalletti a tenerlo precauzionalmente in panchina.
Un modulo che cambia non solo per questioni numeriche
La scelta del cambio di modulo di Spalletti non sarebbe solo una necessità numerica, ma anche una strategia per mantenere equilibrio senza snaturare la squadra in un match che si preannuncia ad alta intensità.
Era infatti nell'aria un cambiamento sulla linea di mediana, con Koopmeiners pronto a vestire nuovamente i panni della mezz'ala, dopo aver indossato quelli del braccetto arretrato.
Una mossa tattica per aumentare il controllo della sfera nell'arco dei 90 minuti di gioco, riducendo cosi le possibili sortire offensive degli avversari e cercando allo stesso modo di costruire quante più palle gol per gli attaccanti. In ogni caso, non disporre di una normale rotazione dei propri uomini nella zona arretrata, potrebbe costringere Spalletti a non impiegare determinati elementi per conservarli in caso di emergenza.