L'Italia si appresta a vivere una notte cruciale a Zenica, dove la Nazionale guidata da Gennaro Gattuso si gioca l'accesso al prossimo Mondiale. In un ambiente intimo, su un terreno reso difficile da pioggia e neve, gli Azzurri affrontano la Bosnia in un clima di forte tensione e aspettativa. "Chi gioca al calcio vive per notti così", ha affermato Gattuso, evidenziando l'importanza della posta in gioco.
La partita non sarà un evento ordinario: sugli spalti sono attesi il presidente UEFA Aleksander Čeferin e il campione Novak Djokovic, a sottolineare il rilievo internazionale dell'incontro.
Gattuso non ha celato la pressione: "Se manchiamo un altro Mondiale è una mazzata. Mi devo assumere le mie responsabilità perché sono il ct, ma ne parliamo dopo. Ancora la testa non ce la siamo spaccata. Il mio pensiero lo tengo dentro di me e personalmente ci metto la faccia come ho sempre fatto".
La forza di un gruppo che sa soffrire
A vent'anni dal trionfo mondiale del 2006, Gattuso ha riflettuto sul fatto che le generazioni più giovani hanno conosciuto solo eliminazioni o mancate qualificazioni. Ciononostante, il commissario tecnico ha invitato a mantenere la fiducia, ricordando che "tante volte siamo diventati campioni pur non essendo i più forti". Ha poi aggiunto: "Non saremo bellini, ma andiamo al sodo.
Sette mesi fa non eravamo questi. Soffrivamo, gli avversari arrivavano facilmente in porta… oggi la squadra è migliorata su questo aspetto, annusare il pericolo, lavorare in maniera un po’ diversa. Soprattutto oggi siamo un gruppo unito".
Il ct ha menzionato anche l'infortunato Giovanni Di Lorenzo, presente in trasferta: "È venuto con l’aereo". Rivolgendo un pensiero agli altri indisponibili, ha dichiarato: "Il pensiero è per i giocatori, mi auguro veramente di cuore che ce la facciano, ma anche se le cose andranno male, gli devo dire solo grazie".
Terreno ostico e rispetto per la Bosnia
Gli Azzurri sono giunti a Zenica nel tardo pomeriggio, dopo la rifinitura a Coverciano, trovando un terreno di gioco tutt'altro che ideale.
"È un prato non perfetto, ma se è brutto per noi è brutto per loro", ha commentato Gattuso, richiamando anche la sua esperienza all’Hajduk. Il commissario tecnico ha poi minimizzato le polemiche sull’esultanza di Federico Dimarco dopo i rigori negli spareggi: "Sono stupidaggini… però sappiamo che la Bosnia è una squadra di qualità, fisica, che quando ti viene addosso si fa sentire".
Gattuso ha riservato parole di stima per Edin Dzeko, definendolo "un uomo di grandissimi valori", e per l’allenatore Sergej Barbarez, che a suo dire "entra nell’anima dei giocatori" e si dimostra "una persona molto molto intelligente". Riguardo alla pressione del pubblico bosniaco, Gattuso ha ridimensionato l'impatto: "Non ho mai visto fare gol ai tifosi".
La Bosnia, un avversario da non sottovalutare
La Bosnia si presenta a questa sfida dopo aver eliminato il Galles ai rigori, dimostrando carattere e personalità. L’Italia, dal canto suo, ha superato l’Irlanda del Nord nei tempi regolamentari. Nonostante la squadra di Gattuso parta favorita, la partita si preannuncia equilibrata e aperta a ogni esito. Il decisivo match di Zenica rappresenta l’ultima tappa di un percorso complesso, dove la determinazione e la compattezza del gruppo azzurro saranno fondamentali per conquistare il pass per il Mondiale.