L'ex presidente del CONI, Giovanni Malagò, ha scelto di non commentare le recenti indiscrezioni politiche che sollevano dubbi sulla sua eleggibilità alla presidenza della FIGC. Al centro della discussione vi è il cosiddetto "cooling off period" o "pantouflage", un periodo di raffreddamento previsto per coloro che hanno ricoperto incarichi in enti vigilanti e che impedirebbe un passaggio immediato a ruoli dirigenziali in enti controllati. Interrogato sulla questione, Malagò ha affermato: "Io penso che nella vita non ci sia niente di peggio che dare risposta a situazioni che non vale la pena commentare."

Nel contesto della campagna per le elezioni federali del 22 giugno 2026, Malagò ha incontrato i rappresentanti della Serie B, descrivendo l'incontro come "interessante e divertente".

In tale occasione, ha ricevuto da Paolo Bedin un documento che ha definito un "libro dei sogni", ma ha prontamente escluso dalla sua agenda, rimarcando l'urgenza di individuare le priorità per il futuro della Federazione. Riguardo all'ufficializzazione della sua candidatura, Malagò ha dichiarato che attenderà un incontro con la Serie C, programmato per venerdì, sottolineando che, pur avendo già il sostegno numerico necessario, non intende trascurare alcuna componente per non perdere consenso.

Il nodo giuridico e le prospettive elettorali

La potenziale ineleggibilità di Malagò deriva dall'applicazione del "cooling off period", una normativa volta a prevenire conflitti di interesse tra chi ha esercitato funzioni di vigilanza e chi aspira a ruoli direttivi in enti sottoposti a tale controllo.

Attualmente, gli uffici legali sono impegnati a verificare la sussistenza dei presupposti per una valida candidatura, ma sarà indispensabile il parere di enti terzi come l'Anac o l'Antitrust per una chiarificazione definitiva. La FIGC, sebbene sia un'associazione di diritto privato, svolge funzioni di rilievo pubblicistico e beneficia di finanziamenti statali, elementi che rendono la questione particolarmente complessa sotto il profilo normativo.

Nonostante l'incertezza giuridica, Malagò ha incassato il supporto di importanti componenti tecniche, tra cui l'Associazione Italiana Calciatori (AIC) e l'Associazione Italiana Allenatori Calcio (AIAC), le quali detengono una quota significativa del pacchetto voti.

Nel frattempo, Giancarlo Abete, attuale presidente della Lega Nazionale Dilettanti, prosegue la sua corsa verso la presidenza, confidando nell'appoggio dei comitati regionali e pronto a sfruttare ogni eventuale sviluppo legato all'ineleggibilità del suo antagonista. La sua posizione potrebbe beneficiare di uno scenario finora inimmaginabile.

Il ruolo della FIGC e il contesto normativo

La FIGC è riconosciuta come associazione con personalità giuridica di diritto privato, federata al CONI, ma le sue funzioni sono di rilievo pubblicistico. Essa gestisce aspetti fondamentali come i tesseramenti, l'organizzazione dei campionati e la disciplina sportiva. La Corte di Cassazione e il Consiglio di Stato hanno confermato che, pur non rientrando nella categoria degli "organismi di diritto pubblico" ai sensi del Codice dei Contratti Pubblici, la Federazione persegue interessi generali.

Questa specificità giuridica rende la questione della candidatura di Malagò estremamente delicata e oggetto di attenta valutazione da parte delle autorità competenti. La fase finale della corsa verso l'assemblea elettiva del 22 giugno sarà, pertanto, profondamente influenzata dall'esito di queste verifiche legali.