Il presidente della Lega Serie B, Paolo Bedin, ha commentato gli incontri tenuti a Roma con Giancarlo Abete e Giovanni Malagò, potenziali candidati alla presidenza della FIGC. Bedin ha definito la giornata "utile e positiva", evidenziando come il confronto sia fondamentale per il chiarimento delle posizioni.
Il dibattito si è concentrato sul metodo, con la stesura di un documento sulle numerose criticità del sistema calcio. Tra queste, la sostenibilità economico-finanziaria, la valorizzazione dei giovani e le necessarie riforme federali. Bedin ha sottolineato la priorità dei temi e dei contenuti programmatici rispetto ai nomi dei candidati.
Nei prossimi giorni, Bedin consulterà personalmente le venti proprietà dei club di Serie B per raccogliere gli orientamenti. "Ora mi prendo due o tre giorni dove sentirò le venti proprietà perché questa giornata deve essere metabolizzata. Poi entro la settimana decideremo", ha dichiarato. L'obiettivo è trovare una posizione comune, pur riconoscendo la natura individuale del voto. La Serie B auspica di "investire il tempo per trovare posizioni comuni".
Assenza di tensioni e dialogo nella Serie B
Bedin ha smentito categoricamente l'esistenza di "litigiosità" all'interno della Lega di B e ha precisato che non vi è un "livello di criticità alto" tra le componenti del calcio. Ha evidenziato come le rappresentanze siano composte da persone che si stimano e che hanno già avviato un dialogo costruttivo, cruciale per affrontare le sfide attuali.
Unità sui temi, non sui nomi
Sulla possibilità di un candidato unico per la presidenza FIGC, Bedin non si è espresso direttamente. Ha ribadito l'importanza di un'"unità non tanto sui nomi, ma sui temi", affermando che la vera partita non si gioca sul nome, ma sulla capacità del sistema di dare risposte concrete a problematiche di lunga data. L'auspicio è che il mondo del calcio raggiunga una convergenza sui contenuti e sulle strategie future, privilegiando i temi rispetto alle figure individuali.